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Manifestazione autorizzata a Davos

Faccia a faccia fra polizia e manifestanti nel 2000 a Davos

(Keystone Archive)

Per la prima volta il comune di Davos ha deciso di autorizzare una dimostrazione contro il Forum economico mondiale, a patto che si svolga senza alcuna violenza.

Intanto le autorità hanno rafforzato le misure di sicurezza.

La manifestazione, organizzata dal gruppo "Oltner Bündnis" (Alleanza di Olten), si svolgerà a Davos il prossimo 25 gennaio.

L'"Oltner Bündnis" è un raggruppamento di "persone di sinistra, cristiane, autonome, pacifiste, anarchiche, verdi, anti-imperialiste, femministe e comuniste, provenienti dai vari gruppi di base, partiti, sindacati e organizzazioni non governative", come si può leggere sul sito dell'aslleanza.

I responsabili dell'"Oltner Bündnis" faranno il possibile per evitare la violenza? L'alleanza invita i partecipanti alla manifestazione del 25 gennaio a non reagire allo "scenario di violenza della polizia".

"Chiediamo anche ai dimostranti di rispettare la proprietà degli abitanti di Davos", sottolinea Walter Angst, portavoce dell'alleanza.

"Abbiamo discusso per un anno della violenza nel mondo", dichiara a swissinfo Angst. "Il concetto di violenza può essere interpretato in vari modi. Per la polizia un sit-in è già una forma di violenza", afferma il portavoce.

"L'Oltner Bündnis non cerca il confronto con la polizia", ribadisce comunque il portavoce. "Non vogliamo un'altra Genova".

Le altre organizzazioni

Questa manifestazione non incontra invece i favori di Pro Natura. Secondo l'organizzazione ecologista, infatti, l'"Oltner Bündnis" non si sarebbe espresso in modo esplicito contro ogni forma di violenza.

"L'Alleanza dice di essere contraria alla violenza ma non può garantire che non succeda nulla", spiega a swissinfo Peter Ruegg, portavoce di Pro Natura. "In passato queste manifestazioni sono sempre finite nella violenza. C'era sempre qualcuno che distruggeva tutto quello che incontrava. Noi non vogliamo essere messi in relazione con queste persone".

Pro Natura è co-organizzatrice del forum alternativo "Public Eye on Davos". Sarà dunque presente nella località grigionese ma non parteciperà ai cortei di protesta.

"Contrariamente all'Oltner Bündnis noi non siamo contro il Forum economico", dichiara a swissinfo Miriam Behrens, responsabile del progetto Politica/coordinamento internazionale.

Critica anche l'organizzazione terzomondista "Dichiarazione di Berna" che approva la manifestazione di protesta a patto che, contrariamente a quanto successo in passato, si svolga in un clima pacifico.

Da parte sua, il capo del governo grigionese Stefan Engler, responsabile della sicurezza, si è detto convinto che la maggior parte dei manifestanti non tollererà alcuna forma di violenza.

Autorità ben determinate

Secondo Engler ciò è nell'interesse degli stessi manifestanti che devono salvare la credibilità del movimento anti-global e dei suoi obiettivi.

Egli ha detto di attendersi dai sindacati, dai partiti e dai movimenti pacifisti che si distanzino chiaramente dalla violenza non solo nell'ambito dell'appello alla manifestazione ma anche durante la dimostrazione e nel corso del viaggio verso Davos.

Autorizzando questa manifestazione contro il Forum economico di Davos, le autorità hanno chiaramente fatto capire che nel caso di disordini o episodi di violenza, interverranno senza mezzi termini.

Il motto delle autorità è: "Descalation, dialogo e intervento".

swissinfo e agenzie

In breve

Per la prima volta viene autorizzata ufficialmente una manifestazione contro il Forum economico di Davos, a patto che gli organizzatori si distanzino chiaramente da ogni forma di violenza.

La polizia è determinata ad intervenire in caso contrario.

Alcune organizzazioni ecologiste, come Pro Natura, sono contrarie alla dimostrazione perchè ritengono che il rifiuto alla violenza non sia stato abbastanza sottolineato.

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Fatti e cifre

Il Forum economico mondiale si svolgerà dal 23 al 28 gennaio
Una manifestazione di protesta avrà luogo il 25 gennaio
Vi partecipano oltre 2'000 personalità politiche, della cultura e dell'economia

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