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Meno acqua, più black out?

Laghi artificiali sulle Alpi: un'importante fonte d'elettricità per la Svizzera

(Keystone)

I laghetti artificiali elvetici non sono mai stati tanto bassi dal 1972, anno delle prime misurazioni.

La mancanza d’acqua potrebbe causare cali nella produzione d’energia elettrica nel corso del lungo inverno? L'opinione degli esperti.

Il livello dei bacini idroelettrici svizzeri è mediamente più basso rispetto al passato. “Si tratta di un record minimo”, dice a swissinfo Walter Hauenstein, direttore dell’Associazione svizzera di economia delle acque.

Infatti, mentre la media storica si aggira attorno a gradi di riempimento del 88-90%, a fine settembre 2003 tale percentuale era soltanto del 81.1%. “Le precipitazioni degli ultimi giorni non hanno cambiato di molto la situazione”, precisa Walter Hauenstein.

Importanti le differenze regionali: i bacini del Ticino (70.4%) e dei Grigioni (74.9%) sono quelli che presentano le situazioni più preoccupanti. In controtendenza quelli del canton Vallese, pieni all’87.7%.

Calura estiva ed interesse economico

E pensare che ad inizio estate il livello dei laghi artificiali era ancora nella norma praticamente ovunque. Poi ci hanno però pensato le straordinarie temperature tropicali dei mesi estivi e la conseguente siccità a stravolgere una realtà che pareva consolidata.

Cantoni come Ticino o Grigioni hanno dovuto così fare i conti con un importante calo delle precipitazioni e, di conseguenza, del grado di riempimento dei bacini idroelettrici.

D’altra parte, il caldo estivo ha incrementato la velocità di scioglimento dei ghiacciai, ciò che spiega l’alto livello attuale dei bacini in Vallese, regione ricca di neve e ghiaccio in quota.

“Ma lo stato attuale è dovuto anche a precise scelte economiche”, aggiunge Walter Hauenstein. In effetti, durante il periodo più torrido, molte aziende elettriche hanno approfittato degli alti prezzi sul mercato europeo per vendere più energia all’estero.

Aumentando esportazioni e guadagni, ma utilizzando pure più acqua e riducendo così ulteriormente il livello dei bacini d’accumulazione.

L’approvvigionamento di energia elettrica per i mesi a venire è ora in pericolo? In inverno le precipitazioni in quota sotto forma di acqua sono notoriamente limitate: le riserve attuali saranno dunque sufficienti?

Non ci sono problemi

“Il caso classico secondo il quale i bacini sono riempiti d’estate per poi essere svuotati d’inverno non è più la regola”, rileva Richard Chatelain, responsabile della sezione “Utilizzo delle forze idriche” presso l’Ufficio federale delle acque e della geologia.

“Le scelte operative delle singole aziende possono essere molto differenziate”, sottolinea il rappresentante dell’autorità federale. “Al momento non abbiamo preoccupazioni particolari: i livelli sono solo leggermente inferiori alla norma”.

Va tuttavia aggiunto che l’acqua, grazie alle dighe in montagna ed alle centrali sui fiumi, è all’origine di circa il 60% dell’energia elettrica utilizzata in Svizzera. Una risorsa dunque fondamentale per l’approvvigionamento energetico del paese.

“Certo”, rileva Walter Hauenstein. “Ma la situazione non è critica.: la differenza tra i livelli attuali e quelli della media storica non è così importante”.

Nel caso in cui l’inverno dovesse rivelarsi particolarmente freddo e secco, allora la Svizzera potrebbe trovarsi confrontata con la necessità di incrementare le importazioni d’energia dai paesi confinanti. “E non ci sarebbero problemi a farlo”, precisa Walter Hauenstein.

Gli esperti paiono dunque tutt’altro che inquieti. “La situazione è sotto controllo”, esclamano all’unisono. Nella speranza che, come nel recente caso del black out italiano, non sia poi un banale albero caduto su una linea ad alta tensione a mettere in ginocchio un’intera nazione.

swissinfo, Marzio Pescia

Fatti e cifre

In Svizzera esistono 160 dighe alte più di 15 metri;
L'energia idroelettrica, grazie alle dighe e alle centrali sui fiumi, copre il 60% del fabbisogno energetico del paese;
L'attuale grado di riempimento dei bacini di montagna è del 81.1%;
Quelli di Ticino (70.4%) e Grigioni (74.9%) sono i più bassi;
La media storica a livello nazionale si aggira attorno al 88-90%.

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In breve

L'estate da record, per temperature e siccità, fa notare altri suoi effetti. Il livello dei laghi artificiali svizzeri, importanti per la produzione di energia elettrica attraverso le turbine delle numerose centrali idroelettriche, è più basso del solito.

Una situazione che si spiega anche con una diversa gestione delle riserve durante l'estate: molte centrali hanno aumentato la produzione per approfittare degli alti prezzi dell'elettricità sul mercato europeo.

Gli esperti non sono tuttavia preoccupati. Secondo loro, le riserve attuali sono più che sufficienti per garantire la produzione d'energia anche durante i lunghi mesi invernali.

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