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Mercato dell'auto: arriva la concorrenza

Una scelta più vasta con la prossima liberalizzazionedel mercato dell'auto?

(Keystone Archive)

La liberalizzazione del mercato automobilistico svizzero sarà conclusa il primo gennaio prossimo. E questo a tutto vantaggio dei consumatori, almeno in teoria.

Gli osservatori si aspettano un aumento delle importazioni parallele di vetture nuove a partire dai paesi dell’Unione europea.

Dal 1999, presentando un certificato di conformità e pagando una tassa del 4% e l’IVA (7,6%), il consumatore svizzero può acquistare la propria automobile in qualsiasi paese dell’Unione europea.

Il «mercato grigio» rappresenta oggi meno del 3% del mercato di mezzi nuovi. Nei prossimi anni però questo settore potrebbe erodere ulteriormente le vendite dei concessionari ufficiali svizzeri, dal momento che i garage indipendenti potranno rifornirsi liberamente all’estero.

Urs Wernli, presidente dell’Unione professionale svizzera dell’automobile (UPSA) ne è convinto: «Le importazioni parallele cresceranno, anche se in maniera limitata e graduale».

Questa evoluzione è incoraggiata dalla Commissione federale della concorrenza (Comco), che nel 2002 ha deciso di imprimere una svolta liberale al mercato automobilistico svizzero. Il suo intervento si è concentrato sugli accordi verticali (le relazioni tra costruttori e distributori/rivenditori).

L’organo di controllo della concorrenza ha fissato come termine la fine dell’anno affinché il settore si adegui ai principi di liberalizzazione. Messi alle strette, costruttori e distributori stanno attualmente negoziando nuovi contratti per adeguarsi alle nuove norme.

Scegliere il proprio riparatore

Grazie a tutta una serie di regole e principi, la Comco obbliga – lo abbiamo visto - l’industria automobilistica ad autorizzare le importazioni parallele di vetture nuove e di pezzi di ricambio. Ma non è tutto.

Tra le altre cose, offre infatti ai garagisti indipendenti la possibilità di effettuare riparazioni e di assicurare il servizio dopo vendita per i veicoli di tutte le marche, senza che per questo venga a cadere la garanzia. L’automobilista potrà così scegliere il proprio riparatore, indipendentemente dal rivenditore.

L’associazione degli automobilisti Touring club svizzero (TCS) non crede però che ci sarà davvero un cambiamento importante nei costumi.

«Il proprietario di un veicolo in garanzia continuerà a ricorrere all’agenzia ufficiale, mentre andrà in un garage qualsiasi se possiede una vettura d’occasione, senza copertura di garanzia», ritiene Eric Schwizer.

Altro obiettivo della liberarizzazione incoraggiata dalla Comco: permettere agli operatori del mercato automobilistico di distribuire più marche. Ma vedremo veramente diffondersi la formula dei «supermercati» dell’auto?

«Non credo, risponde Urs Wernli. Nessuno ha davvero interesse a questa forma di vendita. Per i prossimi anni, meglio accantonare l’idea!»

Verso il «multimarche»

Eric Schwizer è più cauto. «Effettivamente i grandi centri di vendita, dotati di unità satellite, fanno già tendenza. Ma il mercato multimarche dipenderà molto dal contesto regionale. L’evoluzione sarà molto lenta».

Eric Schwizer osserva che nel mercato del nuovo, i guadagni dipendono dal volume delle vendite, che permettono ai distributori di negoziare sconti presso i costruttori.

«Vedo male un garage specializzarsi nella vendita di fuoristrada di tutte le marche, spiega questo esperto del mercato automobilistico. I margini di guadagno sarebbero troppo limitati».

Per il settore, gli effetti della liberalizzazione sono ancora tutti da verificare. In teoria, dovrebbe aumentare l’offerta, favorire l’emergenza di nuovi attori, stimolare la diversificazione (e il ricorso a nicchie di mercato), incoraggiare una gestione più oculata dei costi.

«In realtà, la liberalizzazione avrà un impatto limitato, prevede Urs Wernli. Negli ultimi anni, il numero dei garage (spesso troppo piccoli, NdR) è diminuito dal 3 al 5%. Non credo che questa tendenza muterà».

Urs Wernli intravede invece un cambiamento nei ruoli. «I grandi garage tenderanno sempre più ad occuparsi della vendita e delle riparazioni, i piccoli del servizio dopo vendita».

«Un passo in avanti»

Per il consumatore, questa liberalizzazione è «un passo in avanti», spiega Monique Pichonnaz Oggier, capa dell’ufficio federale dei consumi. «Dovrebbe permettere un abbassamento dei prezzi delle auto e dei pezzi di ricambio, che sono particolarmente elevati.»

Incaricato della questione presso la Comco, Olivier Riesen concorda: «Le nuove condizioni quadro dovrebbero esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, dal momento che consumatori e professionisti del settore possono rifornirsi all’estero e realizzare così degli arbitraggi.»

«Ma che la liberalizzazione porti inevitabilmente a un ribasso generalizzato dei prezzi non è affatto scontato, precisa Olivier Riesen. Non si può escludere che l’introduzione di nuove condizioni quadro non generi invece un’omologazione dei prezzi.»

Al TCS, Eric Schwizer è ancora più scettico. Non prevede nessuna riduzione significativa del prezzo delle vetture nuove.

Secondo lui in Svizzera «i prezzi non sono affatto più alti di quelli in vigore nei paesi vicini». Alcuni modelli costano effettivamente il 25% in più, altri il 5% in meno.

Detto questo, ci si può attendere un moltiplicarsi delle domande d’offerta per far giocare gli effetti della concorrenza che potrebbe riservare sorprese. Piuttosto prudente e conservatore, il consumatore svizzero saprà giocare il gioco? E’ quello che resta da vedere.

swissinfo, Pierre-François Besson

Fatti e cifre

271’541 vetture nuove sono state vendute in Svizzera l’anno scorso.
Gli acquirenti hanno speso in media 35'000 franchi per l’acquisto del loro nuovo veicolo.
I 5400 garage del paese impiegano 39'000 collaboratori.
La cifra d’affari globale del settore automobilistico supera i 74,6 miliardi di franchi.
È per cifra d’affari il mercato più importante del paese.

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In breve

- La commissione della concorrenza (Comco) ha dato il via all’inizio di novembre del 2002 alla liberalizzazione del mercato automobilistico – la riforma riguarda le vetture nuove, il servizio dopo vendita e la fornitura di pezzi di ricambio.

- Entro il primo gennaio, costruttori e distributori dovranno rinegoziare i contratti conformemente alle nuove direttive emanate dalla Comco, che hanno per obiettivo il rispetto della legge sui cartelli.

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