Durante quattro mesi, 150 opere d’artisti contemporanei cinesi saranno esposte al Kunstmuseum e al Centro Paul Klee di Berna. Queste opere provengono dalla famosa collezione di Uli Sigg. Ex ambasciatore elvetico a Pechino, è stato uno dei primi a riconoscere il valore dell’arte contemporanea cinese.
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Scrivo articoli sulla Quinta Svizzera e per la rubrica “Svizzera insolita” oltre alle rassegne stampa giornaliere e settimanali. Inoltre, traduco e revisiono gli articoli per la redazione anglofona e mi occupo di doppiaggio video.
Nato a Londra, ho un diploma in linguistica tedesca e sono stato giornalista per The Indipendent prima di trasferirmi a Berna nel 2005. Parlo le tre lingue ufficiali svizzere e mi piace viaggiare nel Paese per tenerle allenate, soprattutto nei pub, nei ristoranti e nelle gelaterie.
“Chinese Whispers” (Sussurri cinesi) propone un’incursione nella produzione culturale cinese degli ultimi quindici anni attraverso un centinaio di artisti, da Ai Weiwei à Zhuang Hui.
Il titolo “Chinese Whispers” è l’espressione utilizzata in inglese per il “telefono senza fili”, un gioco che consiste nel far circolare un messaggio sussurrandolo nell’orecchio del vicino, per poi scoprire alla fine della catena quanto questo sia stato trasformato.
“Questa idea di trasmissione, di scambio, di malinteso e di deformazione è alla base del concetto della mostra”, spiegano in un comunicato gli organizzatori.
L’esposizione (19 febbraio-19 giugno 2016) vuole mostrare la posizione degli artisti cinesi, sospesi tra Oriente e Occidente, tra tradizione e progresso.
“Gli artisti plastici cinesi si sforzano di conciliare questi due mondi e di sviluppare un’identità propria sul mercato internazionale dell’arte. Parallelamente, queste opere sono una testimonianza delle mutazioni profonde che sta vivendo la Cina nel campo dell’urbanismo, della gestione delle risorse, dell’introspezione e della critica al sistema politico”, aggiunge il comunicato.
Le opere esposte provengono dalla collezione di Uli Sigg. Giornalista economico, imprenditore e ambasciatore in Cina dal 1995 al 1998, Sigg è stato uno dei primi ad interessarsi allo sviluppo di una nuova forma d’arte. Nel corso degli anni ha raccolto più di 2’200 opere di 350 artisti, la più vasta collezione al mondo sulla Cina contemporanea.
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