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Niente armi per il momento al Pakistan

Il governo del Pakistan ha dovuto fare intervenire nuovamente l'esercito per controllare la situazione

(Keystone)

Il governo svizzero ha deciso mercoledì di sospendere fino a nuovo avviso la vendita di sistemi di difesa antiaerea al Pakistan, in seguito alla situazione di crisi in cui si trova da inizio novembre il paese asiatico.

Nel dicembre scorso, il Consiglio federale si era espresso in favore della fornitura di armi alle autorità pakistane.

Il governo svizzero ha deciso di applicare nei confronti del Pakistan, perlomeno a titolo provvisorio, le disposizioni della legge sul materiale bellico che prevedono la revoca o la sospensione delle autorizzazioni di esportazione, qualora circostanze eccezionali lo richiedano.

Il Consiglio federale ha tenuto conto in proposito della situazione di crisi politica e militare in cui si trova il Pakistan. A inizio novembre, dopo un periodo di attentati e di violenze senza precedenti, il presidente pachistano Pervez Musharraf ha imposto di nuovo lo stato di emergenza nel paese asiatico.

L'opposizione contesta tra l'altro la legittimità della rielezione nell'ottobre scorso di Musharraf da parte del Parlamento e delle assemblee provinciali. L'ex capo di stato maggiore dell'esercito si era issato al potere a Islamabad tramite un colpo di stato compiuto nel 1999.

Decisione temporaneamente revocata

Nel dicembre 2006 il Consiglio federale aveva autorizzato l'esportazione di 21 sistemi di difesa antiaerea, munizioni incluse, per un valore di 136 milioni di franchi. Il governo aveva inoltre approvato la consegna di 3 ulteriori impianti del costo di circa 20 milioni di franchi.

Fino ad oggi sono stati consegnati 6 sistemi di difesa antiaerea del valore di circa 38 milioni di franchi.

Nella sua seduta di mercoledì, il governo ha però ritenuto che la situazione in Pakistan è attualmente troppo tesa per proseguire la fornitura di armi. La Legge federale sul materiale bellico (LMB) vieta l'esportazione in regioni dove vi sono crisi.

L'articolo 22 stabilisce che le esportazioni sono permesse, se non violano il diritto internazionale, se non ledono i principi della politica estera svizzera e gli impegni internazionali contratti dalla Confederazione.

L'azienda Contraves Oerlikon, che produce i sistemi di difesa antiaerea in questione, non ha voluto commentare la decisione del governo.

Stop sostenuto dalla sinistra

Un divieto dell'esportazione di armi al Pakistan è già stato sostenuto da tempo da alcuni parlamentari del Partito socialista e dei Verdi. Ai loro occhi, la legge attuale non è abbastanza restrittiva e minaccia la credibilità della politica di sviluppo e di promozione della pace seguita dalla Confederazione.

Per questo motivo, la sinistra chiede l'introduzione di un divieto puro e semplice sulle esportazioni di armi fabbricate in Svizzera. Lo scorso mese di settembre, il Gruppo per una Svizzera senza esercito ha depositato un'iniziativa in tal senso.

Secondo i promotori dell'iniziativa, la maggior parte delle esportazioni svizzere di materiale bellico finiscono in mano a governi, che partecipano a guerre in paesi come l'Iraq o l'Afghanistan per accaparrarsi materie prime. Le esportazioni di armi metterebbero inoltre in pericolo la sicurezza della Svizzera, aumentando i rischi di atti terroristici.

Il Gruppo per una Svizzera senza esercito ha criticato la decisione adottata mercoledì dal governo. A suo avviso, imponendo soltanto un divieto temporaneo di esportazione, il Consiglio federale dimostra ancora una volta di essere lontano da una vera politica di promozione della pace.

swissinfo e agenzie

Le esportazioni d'armi nel 2006

Lo scorso anno la Svizzera ha esportato materiale bellico per 397,6 milioni di franchi a destinazione di 62 paesi (2005: 258,7 milioni di franchi). Ciò corrisponde allo 0,21% delle esportazioni totali.

L'aumento nel 2006 è dovuto essenzialemente alla consegna di una sessantina di veicoli blindati per il trasporto delle truppe e di otto veicoli d'esplorazione di un valore di 92 milioni all'esercito danese, nonché di 24 obici blindati per 20 milioni di franchi all'esercito cileno.

Tenendo conto anche dei componenti di un sistema d'armamento, le esportazioni sono ammontate a 1,6 miliardi di franchi.

Se si considerano gli acquisti dell'esercito svizzero, la somma complessiva sale a circa 3 miliardi di franchi.

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Autorizzazioni e divieti

Nel 2006 il governo svizzero ha concesso autorizzazioni per la vendita di 20 sistemi di difesa contraerea e di 106 fucili d'assalto all'esercito saudita, nonché di 21 sistemi di difesa contraerea all'armata dell'aria pachistana.

In passato il governo aveva già imposto dei divieti, come ad esempio nel 1995 per degli aerei Pilatus che avrebbero dovuto essere consegnati al Messico.

In altri casi ha optato per una sospensione delle esportazioni, come nel 1998 in seguito ai test nucleari dell'India e del Pakistan. Questa sospensione è stata revocata nel 2005.

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