Nuova battaglia sulle pigioni

Una votazione contro la revisione del diritto di locazione. Keystone

Dopo la batosta del 18 maggio 2003, l’Associazione svizzera degli inquilini ci riprova. Questa volta si vota su un referendum contro la revisione del diritto di locazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 gennaio 2004 - 08:54

Una modifica di legge voluta per meglio proteggere gli inquilini. Ma per i referendisti avrebbe proprio l’effetto contrario.

In occasione del voto sull’iniziativa popolare denominata “per delle pigioni corrette”, sonoramente bocciata nel maggio dello scorso anno, i cittadini ed i cantoni avevano chiaramente seguito le raccomandazioni di voto del Consiglio federale.

Il parlamento aveva tuttavia deciso di opporre un controprogetto indiretto all’iniziativa, chinandosi sulla revisione del diritto di locazione. Una legge in vigore dal 1990 che, nel corso degli anni, ha suscitato critiche sia da parte degli inquilini che dei proprietari d’immobili.

La votazione finale delle camere sul nuovo testo è avvenuta il 13 dicembre del 2002. Il Consiglio degli Stati ha accettato la revisione con 36 voti contro 5. Il Consiglio nazionale per 98 voti a 71. A favore si sono espressi i parlamentari dei tre grandi partiti borghesi: PLR, PPD e UDC. La minoranza contro la revisione era invece composta dal blocco rosso-verde e da alcuni “dissidenti” borghesi.

L’Associazione svizzera degli inquilini (Asloca) ha immediatamente annunciato il referendum che, corredato da 90 224 firme, è stato depositato nel mese di maggio 2003.

Inflazione, non tassi ipotecari



Il nuovo sistema si vuole più semplice e comprensibile. Per questo, secondo il parlamento, migliorerà i rapporti tra proprietari ed inquilini e contribuirà a ridare slancio ad un settore, quello degli alloggi, sempre più anemico.

L’aspetto essenziale della revisione riguarda l’abbandono dell’adattamento delle pigioni in funzione del tasso ipotecario, per indicizzarle in base all’indice dei prezzi al consumo. Lo stesso di cui si tiene conto per l’evoluzione dei salari.

Secondo il ministro dell’economia Joseph Deiss, lo sganciamento dal tasso ipotecario impedirà improvvisi aumenti degli affitti. Tuttavia, uno studio dell’Ufficio federale delle abitazioni ha concluso che se la soluzione proposta dal Parlamento fosse stata attuata 40 anni fa, il livello medio delle pigioni sarebbe oggi superiore.

Lotta agli abusi



Altra novità: agli occhi dei suoi fautori, la revisione permetterà di meglio determinare eventuali affitti abusivi. In effetti, se la nuova legge fosse adottata, abusiva sarà considerata ogni pigione superiore di oltre il 15% a quelle di alloggi paragonabili.

Gli inquilini potranno far valere questo nuovo argomento entro 30 giorni dalla conclusione del contratto di locazione. Una verifica potrà essere richiesta ogni 5 anni.

La revisione prevede poi, in particolare, il frazionamento nel tempo di eventuali aumenti delle pigioni e nuove disposizioni di protezione nel caso di utilizzo di locali commerciali.

Spirale verso l’alto



Secondo i referendisti dell’Asloca, le nuove norme originerebbero una nuova spirale di aumenti delle pigioni.

In particolare si contesta il legame bidirezionale tra affitti ed indice dei prezzi. In effetti, spiegano i rappresentanti degli inquilini, gli affitti, in ragione del 22%, sono compresi nel calcolo dell’indice dei prezzi. E quest’ultimo, nello spirito della revisione, stabilirà a sua volta i nuovi affitti. Da ogni aumento ne scaturirà dunque uno successivo. Per l’Asloca si entrerebbe quindi in un circolo vizioso.

Non piace neppure la nuova nozione di affitti abusivi: i referendisti temono che le pigioni più moderate si allineeranno presto a quelle elevate.

Da notare infine che anche la Federazione romanda dei proprietari d’immobili ha deciso di non sostenere la revisione della legge. Per ragioni contrarie a quelle dell’Asloca. A suo dire, infatti, il nuovo concetto di abuso, condurrebbe a delle pigioni politiche, inferiori a quelle di mercato.

swissinfo, Marzio Pescia

Fatti e cifre

In Svizzera, nel 2000, il 65.6% dei cittadini viveva in appartamenti in affitto.
Solo il 34.6% abitava in locali propri.
Il 18 maggio 2003, l'iniziativa "per delle pigioni corrette" è stata respinta dal 67.3% dei votanti.

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In breve

La revisione prevede di adattare le pigioni in base all'indice dei prezzi del consumo e non più in funzione del tasso ipotecario.
Per il ministro dell'economia Joseph Deiss si eviteranno così aumenti improvvisi degli affitti.

I referendisti credono invece che le nuove norme porteranno ad un aumento delle pigioni.

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