Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Nuova rivista per il dialogo interculturale

Per promuovere la conoscenza reciproca, la Commissione federale degli stranieri pubblica una nuova rivista in tre lingue: "Terra cognita".

Un forum di discussione che vuole presentare e affrontare i problemi della migrazione e dell'integrazione.

"Terra cognita - Rivista svizzera dell'integrazione e della migrazione" sarà pubblicata in tedesco e francese, con qualche contributo occasionale anche in italiano. D'impostazione monotematica, il primo numero, apparso in occasione della giornata sul Dialogo delle culture, è interamente dedicato al tema della cultura (in senso antropologico).

«Per mezzo di questa rivista, la Commissione federale degli stranieri» - ha scritto il suo presidente Francis Matthey nell'editoriale - «desidera vivamente creare un forum di discussione sugli argomenti che ci stanno a cuore: la migrazione e l'integrazione. In queste pagine presenteremo le più recenti conoscenze tratte dalla scienza e dalla pratica, ma vi troveranno posto anche dibattiti d'attualità su alcune questioni scottanti».

Uno spazio critico

Non è detto, comunque, che gli articoli coincideranno spesso con l'opinione della CFE. Questa, almeno, è l'intenzione della Commissione, che ha inteso promuovere uno strumento anche critico - oltre che essenziale e attuale - rispetto ai temi e ai problemi affrontati dalla stessa CFE.

La rivista uscirà infatti una volta ogni sei mesi, e l'edizione autunnale verrà sempre dedicata alla questione principale di cui s'è occupata la CFE nei corso dell'anno.

Nel primo numero, sotto il titolo generale "Quale cultura", trovano spazio numerosi interventi che approfondiscono il tema cultura sotto diversi aspetti: culture straniere, conflitti tra culture, cultura di fondo, identità culturale, eccetera.

Un'occhiata all'elenco degli autori, conferma che su Terra cognita il dibattito è davvero di alto livello: vi sono Hans-Rudolf Wicker, Walter Kälin, Verena Tobler Linder, Urs Marti, ma anche Tina Sasse (ombudsman presso la compagnia di bandiera Swiss) e lo scrittore Rajvinder Singh che vive in Germania. Da segnalare anche un contributo (in italiano) del politologo Gianni D'Amato.

Terra (s)conosciuta

Ma perché il nome Terra cognita (terra conosciuta)? «Ci ricorda che siamo in un paese ampiamente familiare alla maggior parte di noi, dove ci spostiamo senza difficoltà, incontriamo uomini e donne che conosciamo e svolgiamo attività che ci sono abituali.

Ma Terra cognita si riferisce anche al potenziale ignoto che si nasconde dietro il conosciuto», ha spiegato Francis Matthey. Dunque, «un doppio senso e una doppia prospettiva», a cavallo tra ciò che conosciamo e ciò che ci sembra incomprensibile, estraneo o singolare, ma ci è vicino più di quanto crediamo.

Come dire che i fenomeni della migrazione e dell'integrazione riguardano persone che ci affiancano in questa terra conosciuta. Terra cognita si rivolge evidentemente in primo luogo agli operatori della politica e del sociale, e viene distribuita gratuitamente.

Silvano De Pietro

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

×