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Olio sul fuoco? Il problema della sicurezza

In Italia, la discussione sul Forum di Firenze è stata dominata nelle settimane scorse dal tema della sicurezza.

Per Alessandro Pelizzari, di Attac Svizzera, e per l'economista Christian Marazzi, si tratta di olio gettato irresponsabilmente sul fuoco.

Fino all'ultimo, l'accordo del governo italiano per lo svolgimento del Forum sociale europeo a Firenze appariva in forse, a causa delle preoccupazioni relative alla sicurezza di molti esponenti della maggioranza di centro-destra.

Nelle settimane scorse, gli allarmi su una presunta calata in massa su Firenze di frange estremiste del movimento "no global" si sono ripetuti e il governo Berlusconi ha valutato la possibilità di spostare in altro luogo o altra data la manifestazione.

Alla fine è prevalsa tuttavia l'opinione che un rinvio avrebbe causato problemi di sicurezza ben maggiori e giovedì il Consiglio dei ministri ha dato luce verde al Forum.

Del resto, né l'opposizione parlamentare, né le autorità politiche di Firenze e della Toscana (in primo luogo il sindaco Leonardo Dominici e il presidente della regione Claudio Martini) condividono i timori del governo.

E tanto meno li condividono gli organizzatori della manifestazione, che hanno ripetutamente sottolineato la sostanziale differenza del Forum di Firenze da manifestazioni quali la mobilitazione contro il G8 di Genova nel luglio 2001.

Polizia, carabinieri e servizio d'ordine sindacale

Ad ogni buon conto, circa 6500 uomini delle forze dell'ordine veglieranno sullo svolgimento pacifico della manifestazione contro la guerra in Iraq prevista per sabato, una manifestazione che sarà accompagnata anche dal servizio d'ordine del sindacato Cgil.

E il controllo alle frontiere sarà rafforzato. Il governo italiano ha sospeso per dieci giorni l'accordo di Schengen sulla libera circolazione delle persone. Alla frontiera italo-svizzera sono stati inviati circa 100 poliziotti per dar man forte alle guardie di finanza e filtrare i presunti violenti che intendono recarsi a Firenze.

"Non vogliamo un'altra Genova"

Abbiamo chiesto a due partecipanti svizzeri al Forum, il portavoce di Attac Svizzera Alessandro Pelizzari e l'economista Christian Marazzi, quale sia la loro valutazione della questione sicurezza.

"Noi non abbiamo nessun interesse a che si ripetano le scene viste a Genova lo scorso anno", afferma Alessandro Pelizzari. "Dal mio punto di vista la responsabilità per quello che è successo lì spetta principalmente alla polizia."

Il fatto che maggioranza e opposizione in Italia sembrino intenzionate a collaborare per uno svolgimento pacifico del forum fa sperare al rappresentante di Attac che tutto vada per il meglio, "se la polizia riuscirà a trattenersi."

Una speranza che è condivisa da Christian Marazzi, che giudica la discussione sulla sicurezza "un tentativo dell'ultimo momento di creare un clima di tensione." Un tentativo che però è stato a suo avviso "talmente smaccato che alla fin fine si è esaurito da solo."

E aggiunge: "Gettare olio sul fuoco, per quanto questo fuoco fosse veramente minimo, a un anno da Genova mi sembra veramente irresponsabile."

Andrea Tognina, swissinfo

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