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Omicidio della Langstrasse: l'arrestato confessa

Le forze di polizia dopo l'intervento nella Langstrasse, nel cuore della zona a luci rosse della città sulla Limmat

(Keystone)

Ha confessato l'autore del duplice omicidio commesso domenica verso le 12.00 in un edificio della Langstrasse, nel quartiere a luci rosse di Zurigo.

Sparatore e vittime si conoscevano in quanto frequentatori degli ambienti della droga, ha dichiarato un portavoce della polizia zurighese, che ha arrestato anche l'amica dell'omicida.

L'autore del duplice omicidio, uno svizzero di 33 anni, è stato arrestato nella tarda serata di domenica sulla base di segnalazioni fatte dalla popolazione, indica in una nota la polizia. Ritrovata anche l'arma del delitto - una pistola - che lo sparatore aveva gettato durante la fuga.

Le vittime sono un italiano di 34 anni e una svizzera di 31. Il fatto di sangue è avvenuto, dopo un violento alterco, sulle scale interne dell'edificio che ospita il «Lugano Bar», un locale già al centro di diverse retate della polizia, solitamente frequentato da prostitute in cerca di clienti. Sopra il bar ci sono tre piani di camere affittate a 45 franchi il giorno e utilizzate sia dalle prostitute sia dai tossicomani che si aggirano nella zona in cerca delle loro dosi.

Nonostante la confessione, la polizia afferma di non conoscere ancora il movente del doppio omicidio. «Molto probabilmente era una questione di soldi o di droga», ha dichiarato al «Blick» un conoscente delle due vittime, che secondo varie testimonianze si apprestavano a partire per due settimane di vacanza in Italia. Sempre secondo il conoscente, l'italiano ucciso aveva sempre con sé una pistola perché temeva per la propria incolumità.

In seguito al fatto di sangue, la Langstrasse è stata sbarrata per diverse ore e sono intervenuti i granatieri della polizia, che hanno controllato senza esito l'alloggio del presunto omicida e un garage da lui affittato in un quartiere vicino. L'arresto è avvenuto poco dopo le 22.

Nel frattempo è stata fermata anche l'amica dello sparatore, ha indicato il giudice istruttore Thomas Moder, confermando una notizia dell'emittente locale «Radio 24». Alcuni giorni prima del delitto la donna aveva avuto una lite con le due persone uccise «per una storia di droga». Non è tuttavia ancora chiaro se ci sia effettivamente un legame con il fatto di sangue, ha precisato l'inquirente.

swissinfo e agenzie

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