Osservatorio pionieristico in Svizzera per lo studio del permafrost

La fotografia, tratta dall'archivio del progetto PACE (Permafrost And Climate in Europe) mostra le operazioni di rilievo della resistenza del terreno nelle Alpi engadinesi. Cardiff University, School of Earth and Ocean Sciences

L'Accademia Svizzera di Scienze Naturali lancia un programma di ricerca nazionale per lo studio del permafrost, il terreno gelato dei pendii alpini. Il progetto si estenderà in un primo tempo su un periodo di tre anni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 settembre 2000 - 14:51

La Svizzera, come tutti i paesi dell'arco alpino, ha una lunga tradizione di studi idrogeologici sui ghiacciai e sulle nevi. Ma in montagna non c'è solo ghiaccio e neve, c'è anche il permafrost, uno strato più o meno profondo di terreno che si mantiene gelato per tutta la durata dell'anno. Il permafrost è un indicatore dei cambiamenti climatici, perché le sue condizioni sono sensibili alle variazioni di temperatura.

Lo studio del permafrost è importante anche per ragioni di sicurezza: la presenza sui pendii alpini di terreno congelato instabile, che rischia di perdere improvvisamente la sua compattezza, rappresenta un pericolo per i centri abitati, perché favorisce le frane e le slavine. Ecco perché la commissione glaciologica dell'Accademia di Scienze Naturali ha lanciato un programma di ricerca nazionale, il programma Permos, che prevede continue misurazioni della temperatura e delle caratteristiche fisiche del suolo ghiacciato.

Già negli anni passati, studiosi delle università di Zurigo, Berna e Friburgo, del Politecnico di Zurigo e del Club Alpino Svizzero hanno scavato pozzi profondi decine di metri nel permafrost in diverse località montane e hanno installato al loro interno apparecchiature per misurare la temperatura, la deformazione del suolo e la sua compattezza. Ora sono state individuate altre dieci postazioni, dove esaminare le condizioni del terreno in determinati periodi dell'anno.

Le informazioni raccolte attraverso questa fitta rete di osservatori aiuteranno gli scienziati a formulare previsioni sui cambiamenti climatici e studiare il fenomeno del riscaldamento globale. Se entro i prossimi tre anni Permos darà buoni frutti, gli osservatori aumenteranno.

La Svizzera è il primo paese dell'arco alpino che istituisce una rete di controllo del permafrost estesa a livello nazionale. Il programma Permos è affiliato al Global Climate Observing System, un organismo internazionale creato nel 1992 per vigilare sul clima del nostro pianeta.

Maria Cristina Valsecchi

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo