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Pari opportunità: donne elvetiche frustrate

Disparità nei salari e nelle possibilità di fare carriera: per le donne svizzere la vita non è sempre a colori

(Keystone)

Da uno studio del Forum economico mondiale emerge che la Svizzera si piazza solo al 34° posto mondiale in ambito di pari opportunità fra uomo e donna.

Se sul piano politico, il sesso femminile ha buone possibilità di accedere a posti importanti, lo stesso non vale nei settori dell’economia e della formazione.

Sul cammino dell’uguaglianza, le donne residenti in Svizzera incontrano ancora parecchi ostacoli.

È quanto emerge da uno studio condotto dal Forum economico mondiale (WEF) a livello internazionale. L’analisi («Gender Gap Index») consiste in una classifica per nazioni del grado di parità di trattamento. I settori analizzati spaziano dalla formazione, alla salute, fino alla partecipazione alla vita economica e politica del Paese.

Mentre i Paesi scandinavi brillano in fatto di uguaglianza fra uomo e donna, la Confederazione si piazza solo al 34° posto della classifica totale.

Svizzera in ritardo

Solo a livello di partecipazione politica femminile (17° posto) la Svizzera si fissa in buona posizione rispetto agli altri Stati: «Un risultato ragguardevole per un Paese che ha introdotto il diritto di voto alle donne solo nel 1971», sottolinea il WEF.

Ancor migliore il risultato raggiunto nei settori del benessere e della salute dove, per una volta, la Confederazione si piazza nei top ten (settima posizione).

Poco rallegrante invece l’esito dell’analisi nel settore dell’economia. Sul piano dell’uguaglianza dei salari (stesso salario per lo stesso lavoro), la Svizzera si piazza infatti soltanto al 43° posto. Anche a livello di opportunità per il gentil sesso di accedere a posti di responsabilità i risultati sono fra peggiori in assoluto (42° posto generale).

Il divario fra i due sessi è evidente anche nel settore dell’educazione dove, ricorda il WEF, «la Svizzera è una delle rare nazioni industrializzate nelle quali il tasso di partecipazione femminile alle offerte di formazione è costantemente al di sotto di quello degli uomini».

Scandinavi al top

I Paesi scandinavi sono l’esempio da seguire. Prima fra tutti la Svezia, dove la differenza di trattamento fra donne e uomini è la più ridotta in assoluto. La Norvegia occupa la seconda posizione, seguita dall’Islanda, dalla Danimarca e dalla Finlandia.

«È la dimostrazione che gli sforzi a lungo termine sono destinati a un vero e proprio successo», commenta il WEF nello studio pubblicato lunedì, nel quale aggiunge: «Questi Stati hanno capito l’utilità economica delle capacità femminili».

Anche sul piano della competitività i Paesi scandinavi sono i migliori. Ma – precisa l’organizzazione – per il momento le pari opportunità non sono totalmente garantite ancora da nessuno Stato.

Nel loro insieme, i Paesi dell’Unione Europea (UE) si piazzano abbastanza bene. Fra i primi dieci della classifica totale, si annoverano infatti il Regno Unito (8°) e la Germania (9°). L’Italia (45°) e la Grecia (50°) sono invece i fanalini di coda a livello europeo.

Pessimi risultati anche per gli Stati dell’America Latina per i quali, secondo il WEF, il problema si situa soprattutto a livello di possibilità d’accesso delle donne alla formazione, alle cure mediche e alla vita politica. Anche nel rispetto dei diritti fondamentali del gentil sesso i Paesi del Sud America registrano numerose lacune.

Agli ultimi posti si piazzano Pakistan (56°), Turchia (57°) e infine l’Egitto, dove si registra un’importante disparità di trattamento in tutti i settori della vita analizzati.

swissinfo e agenzie

In breve

Estratti della classifica stilata dal WEF sul rispetto delle pari opportunità:

1. Svezia
2. Norvegia
3. Islanda
4. Danimarca
5. Finlandia
6. Nuova Zelanda

9. Germania
13. Francia

17. Stati Uniti

28. Austria

31. Russia

33. Cina
34. Svizzera

38. Giappone

45. Italia

50. Grecia

58. Egitto

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Fatti e cifre

Per stilare il «Gender gap index», il WEF ha analizzato le pari opportunità fra uomo e donna di 58 Stati basandosi sui seguenti criteri:
Partecipazione economica (rapporto fra salario e lavoro)
Opportunità economiche (accesso al mercato del lavoro)
Influenza e partecipazione politica
Livello di formazione
Salute e benessere

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