Pari opportunità per le donne nel commercio mondiale

Anche la dichiarazione di Berna chiede alla Svizzera di impegnarsi a favore della parità di trattamento swissinfo.ch

Lo chiedono, in occasione della giornata della donna, le organizzazioni non governative svizzere, per le quali la liberalizzazione del commercio mondiale è ben lontana dall'offrire le stesse opportunità per uomini e donne, specialmente nell'emisfero sud. La Svizzera viene quindi sollecitata ad attivarsi, affinché nel prossimo round negoziale del WTO sia prestata maggiore attenzione a questo aspetto.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 marzo 2001 - 09:27

In occasione della Giornata della donna, che si celebra l'8 marzo, Dichiarazione di Berna, Coordinamento delle ONG (raggruppa 30 associazioni femminili) e Consiglio femminile per la politica estera (FrAu), sollecitano la Confederazione ad impegnarsi affinché la liberalizzazione del commercio mondiale tenga presente le persistenti disuguaglianze tra uomini e donne.

«E' tempo che il Segretariato di Stato dell'economia (seco) riconosca che la politica commerciale ha un legame con la parità di trattamento uomo-donna», ha affermato Marianne Hochuli, della Dichiarazione di Berna. Il timore è che gli accordi che si faranno durante il nuovo vertice mondiale vengano portati avanti a scapito dei poveri. E nel mondo - ha proseguito la Hochuli - l'80 percento di questi poveri sono donne.

Le teorie economiche dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) sono errate, dicono le tre associazioni: esse postulano identici vantaggi, tanto per gli uomini quanto per le donne, dalla liberalizzazione del commercio. Ma in realtà, tali postulati non considerano la parte non retribuita delle attività umane, che non è per nulla secondaria, ha rilevato l'economista Mascha Madörin (FrAu).

In occasione della 4. Conferenza ONU dedicata alle donne, svoltasi nel 1995 a Pechino, la Svizzera si era impegnata a tener conto della parità uomo-donna in ogni ambito e in ogni decisione, hanno ricordato le tre ONG. «Ma non è andata oltre lo stadio delle buone intenzioni».

Oggi esse esigono che il Consiglio federale adotti misure concrete: il seco deve istruire il proprio personale sul tema dei rapporti sociali uomo-donna, e le delegazioni commerciali devono essere composte di persone impegnate a favore della parità dei sessi, hanno sottolineato a Berna le tre ONG.

Quanto alla prossima conferenza ministeriale del WTO, che si terrà nel Quatar a novembre, le ONG ammettono di non avere ancora deciso se partecipare. Non escludono di tenere una riunione parallela altrove, come avvenuto in occasione del Forum di Davos.

swissinfo e agenzie

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo