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Poli di ricerca: le scienze umane e sociali scontente

Ricerca sugli atomi all'Università di Basilea; le scienze umane e sociali si sentono trascurate dalle priorità fissate dalla Confederazione Schweizer Nationalfonds

In una lettera aperta a Ruth Dreifuss, 233 assistenti e capi assistenti di scienze umane e scienze sociali criticano aspramente la selezione dei «Poli di ricerca nazionali (PRN)» operata dalla Confederazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 dicembre 2000 - 19:53

I firmatari chiedono spiegazioni alla direttrice del Dipartimento federale dell'interno (DFI) sulle priorità dei PRN per il periodo 2001-2003.

«Vogliamo reagire rapidamente alla scelta catastrofica per la giovane generazione di ricercatori in scienze umane e sociali», scrivono nella lettera. «Inoltre non accettiamo gli argomenti forniti dai responsabili politici per giustificare la decisione», ha dichiarato giovedì sera Danio Spini, capo assistente all'università di Ginevra.

L'iniziativa della lettera è stata lanciata nell'ateneo ginevrino. Il testo è però stato sottoscritto da assistenti e capi assistenti in scienze umane e sociali di tutte le università della Svizzera, ad eccezione di quella di San Gallo, ha detto Spini.

I PRN sono un nuovo strumento d'incoraggiamento, che sostituisce il sistema dei cosiddetti programmi prioritari. Al concorso aperto dal Fondo nazionale della ricerca scientifica erano state presentate 230 lettere di intenti. Fra queste il Fondo aveva raccomandato 18 progetti al DFI, che però ne ha selezionati solo dieci. Essi promuovono in particolare le scienze della vita, ma anche sviluppo sostenibile, tecnologie dell'informazione, comunicazione e fisica nucleare.

I progetti bocciati riguardano le disuguaglianze nella sanità pubblica; la chirurgia cardiaca; gli effetti della globalizzazione sui sistemi di governo; i modi di vita.

swissinfo e agenzie

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