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Accordo di riammissione tra Svizzera e Kosovo

Svizzera e Kosovo hanno firmato un accordo di riammissione. Le ONG chiedono però all’Ufficio federale della migrazione di rinunciare al rimpatrio forzato dei rom, degli ashkalis e degli egiziani fintanto che non ci saranno sufficienti garanzie per il rispetto della loro sicurezza e dignità.

In un comunicato congiunto, l’Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR), Amnesty International (AI), la Società svizzera per i popoli minacciati e Humanrights.ch/MERS invitano le autorità svizzere a non rimpatriare i cittadini kosovari appartenenti a minoranze etniche. A dieci anni dalla fine della guerra, i Rom sono sempre più «minacciati e discriminati». Non hanno alloggio, né impiego e la loro libertà di movimento è ridotta, denunciano le ONG.

Il 1° aprile 2009 la Svizzera ha inserito il Kosovo nella lista dei paesi di origine considerati sicuri e oggi ha sottoscritto un accordo di riammissione che potrebbe toccare diverse decine di immigrati. Questa intesa, sottolineano però le ONG, non tiene conto della situazione estremamente instabile che caratterizza il paese e le difficoltà alle quali le minoranze etniche sono confrontate.

Mercoledì, l’Ufficio federale della migrazione ha per altro deciso di prolungare di un anno, fino a fine 2010, il programma di aiuto al ritorno nei Balcani occidentali. Un progetto che mira a promuovere il ritorno volontario dei richiedenti l’asilo nel loro paese d’origine, ossia la Serbia, la Bosnia-Erzegovina e il Kosovo.

swissinfo.ch e agenzie


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