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Il governo difende il passaporto biometrico

Il passaporto biometrico non è soltanto più sicuro, ma anche più semplice da realizzare. È con queste argomentazioni che la ministra svizzera Eveline Widmer-Schlumpf ha difeso lunedì la revisione della legge sui documenti di identità, in votazione popolare il 16 maggio.

Mentre si allarga il fronte degli oppositori, la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha difeso lunedì la decisione di governo e parlamento di adeguare le normative elvetiche a quelle in vigore nello spazio Schengen.

L'esistenza di dati biometrici nel passaporto non è una novità, ha ricordato la ministra di giustizia e polizia. Una volta sui documenti figuravano il colore degli occhi e dei capelli; d'ora in poi, questi saranno muniti di un microchip che contiene pure le impronte digitali.

Questa tecnologia permette in particolare di confrontare i dati raccolti nel sistema d'informazione sui documenti di identità (ISA) con quelli registrati sul passaporto. Sarà dunque più difficile, ha aggiunto la consigliera federale, servirsi di un documento non autentico. Il rischio che una persona si procuri un passaporto sotto falsa identità è praticamente nullo, ha poi aggiunto la ministra svizzera. Inoltre, la raccolta dei dati in un registro nazionale permetterà di garantirne una protezione più efficace a un costo inferiore rispetto a un sistema decentralizzato, ha sottolineato la consigliera federale.

Dal primo marzo 2010 saranno muniti di dati biometrici unicamente i passaporti. Nulla cambierà invece per la carta d'identità. Resta ancora da stabilire, ha precisato la ministra di giustizia e polizia, «se in futuro sarà introdotta una carta d'identità dotata di microchip o se coesisteranno le due varianti». Il decreto federale non contiene infatti alcun obbligo in tal senso.


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