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Sondaggio Il fronte del «no» s’allarga per i tre oggetti in votazione



Dopo aver avuto il vento in poppa, l'iniziativa sulle famiglie dell'UDC è confrontata con la bonaccia.

Dopo aver avuto il vento in poppa, l'iniziativa sulle famiglie dell'UDC è confrontata con la bonaccia.

(Keystone)

«Probabile no» per l’iniziativa 1:12, «incertezza, ma tendenzialmente no» per l’iniziativa sulle famiglie e risultato «aperto» per il contrassegno autostradale. Sono queste le tendenze che emergono dal secondo sondaggio della SRG SSR sulle votazioni del 24 novembre.

I ricercatori dell’istituto gfs.bern, che si occupa dei sondaggi per conto della Società svizzera di radiotelevisione (SRG SSR), non hanno sempre vita facile. Dopo che dalla prima inchiesta era emersa una proporzione del 64% di favorevoli all’iniziativa sulle famiglie, nei media e nel mondo politico si è sollevato un vento di rivolta. Alcuni politici hanno addirittura telefonato per lamentarsi, ha indicato mercoledì l’istituto.

«La reazione dei contrari è stata esemplare», osserva Claude Longchamp, responsabile del sondaggio. «Ritenendo che l’iniziativa avesse una possibilità di successo, si sono prodigati più di quanto avevano previsto in un primo tempo». Dopo la pubblicazione dei risultati del primo sondaggio, la campagna per il no è aumentata enormemente di intensità, rileva il politologo.

E ciò ha portato i suoi frutti, come dimostra il secondo sondaggio. Se ci si fosse recati alle urne a inizio novembre, il 49% dei votanti avrebbe accettato l’iniziativa sulle famiglie, una proporzione inferiore del 15% rispetto a quella registrata a inizio ottobre. Il campo del «no» è invece passato dal 18 al 43%.

«Solo in rari casi un’iniziativa aveva perso così tanto tra il primo e il secondo sondaggio», indica il responsabile dell’istituto gfs.bern, che da molti anni si occupa di queste ricerche. L’esito della votazione è quindi «incerto», ma «tendenzialmente» si va verso il no.

L’iniziativa dell’Unione democratica di centro (UDC) propone delle deduzioni fiscali per i genitori che si prendono cura da soli dei figli. L’ammontare della deduzione dovrebbe essere almeno equivalente a quella accordata ai genitori che affidano a terzi, contro pagamento, la custodia dei figli.

Votazione federale 24 novembre 2013 2° sondaggio gfs.bern/SSR

Dal secondo sondaggio eseguito tre settimane prima della votazione del 24 novembre emerge che il fronte del «no» è progredito per tutti e tre gli ...

Nessuna chance per l’iniziativa 1:12

La sorte dell’altra iniziativa sulla quale sono chiamati a pronunciarsi i cittadini svizzeri appare invece segnata. Il sostegno alla proposta dei Giovani socialisti, che si prefigge di limitare a un rapporto di uno a dodici la differenza tra retribuzione massima e minima all’interno di un’azienda, «è precipitato praticamente dappertutto», rileva Claude Longchamp. Se a inizio ottobre fautori e contrari erano alla pari, con una proporzione del 44% ciascuno, adesso il «sì» raccoglie solo il 36% di opinioni favorevoli, mentre il «no» registra un’impennata al 54%.

«È una tendenza prevedibile per le iniziative popolari», spiega il politologo. Secondo Longchamp, fra tre settimane il testo sarà respinto con un rapporto di due a uno. «È lo scenario di gran lunga più probabile», afferma.

Tra i dati che balzano agli occhi, è il consenso che l’iniziativa raccoglie nella Svizzera italiana. Il 54% degli intervistati afferma di voler infilare un «sì» nell’urna, mentre solo il 35% si dice contrario. Nella Svizzera francese, i due campi sono ancora alla pari, col 41%, mentre nella Svizzera tedesca prevale ampiamente il «no», col 58%.

Il Ticino è un cantone conosciuto per essere tradizionalmente «favorevole alle iniziative», commenta Longchamp.

Il sondaggio

Per l'indagine demoscopica, l'istituto gfs.bern ha intervistato, tra il primo e l'otto novembre, un campione rappresentativo di 1'409 persone con diritto di voto, ripartite in tutte le regioni linguistiche della Svizzera.

Per ragioni legate alla protezione dei dati, le autorità non mettono più a disposizione le coordinate degli svizzeri residenti all'estero, che perciò non sono più presi in considerazione nei sondaggi condotti su mandato della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR in vista di votazioni federali.

Il margine di errore è di ±2,7 punti percentuali.

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Suspense per il contrassegno

Il risultato del terzo oggetto in votazione – la proposta del governo di aumentare il prezzo del contrassegno stradale da 40 a 100 franchi per finanziare la nuova rete stradale nazionale – è invece ancora in bilico.

Dal sondaggio emerge che il 50% degli intervistati è favorevole e il 46% contrario. Rispetto alla prima inchiesta, il primo campo ha però registrato una leggera diminuzione (a inizio ottobre la proporzione era del 53%), mentre il secondo è progredito di cinque punti.

«Per quanto concerne il contrassegno, osserviamo una leggera discrepanza tra la posizione delle autorità e l’opinione della popolazione. Non è drastico, ma la tendenza è piuttosto per il ‘no’, ciò che è abbastanza sorprendente per una proposta che emana dalle autorità», commenta Longchamp.

Quando la proporzione è compresa tra il 46 e il 50% non è però possibile fare delle previsioni, osserva il politologo. Con un margine d’errore del +/- 2,7%, l’ago della bilancia può facilmente pendere da un parte come dall’altra. Il risultato che uscirà dalle urne è quindi più che mai aperto.


(traduzione e adattamento di Daniele Mariani), swissinfo.ch


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