UEFA poco verde: potrebbe fare di più

Lo pensano i ministri dell'ambiente di Svizzera, Austria, Germania e Liechtenstein che chiedono all'UEFA di compensare le emissioni di CO2 legate agli europei.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 giugno 2008 - 17:44

Riuniti a Basilea per discutere di temi come la lotta alle polveri fini, i carburanti biogeni e le emissioni di anidride carbonica (CO2), i ministri dell'ambiente dei paesi tedescofoni hanno colto l'occasione per lanciare una critica–invito all'UEFA.

Moritz Leuenberger, anche in nome degli altri ministri, ha chiesto all'UEFA di acquistare certificati di emissione di CO2 così da rendere neutrale il bilancio dei campionati europei di calcio che si stanno svolgendo in Svizzera e in Austria.

Questo passo costerebbe all'UEFA circa 1,5 milioni di franchi: noccioline rispetto al miliardo di franchi di utile che l'EURO 2008 dovrebbe fruttarle; si tratta di un contributo che secondo i ministri dell'ambiente, l'UEFA potrebbe benissimo permettersi visto che non paga imposte.

Dal canto loro, Svizzera e Austria stilano un bilancio positivo della cosiddetta «carta di sostenibilità» ambientale firmata un anno fa da Leuenberger e dal suo collega austriaco Josef Pröll in vista di EURO 2008. È stata un successo, ad esempio, la vendita di biglietti combinati stadio – trasporti pubblici, grazie ai quali molti tifosi hanno rinunciato all'automobile per andare a vedere le partite. Sono stati così evitati grossi ingorghi prima e dopo gli incontri.

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