Prematura l'assoluzione di Peter Hess, secondo un esperto di criminalità economica

Per il professor Müller, bisogna agire contro le società ad azionista unico Do not publish as copyright information is not clear

L'esperto di criminalità economica Christof Müller considera un segnale «devastante» per l'applicazione della legge contro il riciclaggio di denaro sporco l'»assoluzione» del presidente del Consiglio Nazionale, Peter Hess, da parte dell'Autorità federale di controllo. Questo organismo doveva chiarire eventuali violazioni di Hess in relazione con i suoi mandati in cinque società offshore.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 agosto 2001 - 16:40

In un'intervista pubblicata sabato da diversi quotidiani svizzero tedeschi, Christof Müller ha espresso dubbi sulla completa correttezza dell'inchiesta: la decisione di «assolvere» Hess da ogni sospetto è giunta un po' troppo rapidamente e sorge quindi il dubbio che i fatti non abbiano potuto essere chiariti con la sufficiente cura. «Il tutto sembra un'immensa cortina di fumo», dice Müller, che ha insegnato criminalità economica all'università di San Gallo e ora dirige a Zurigo corsi postuniversitari nella stessa disciplina.

L'esperto non capisce, ad esempio, perché l'Autorità di controllo ritenga che una società panamense non sottostia alla legge svizzera adducendo che non ha succursali nella Confederazione. Peter Hess ha comunque ricevuto in Svizzera degli onorari da versare alla società - sottolinea.

Agire contro le società ad azionista unico

Müller vuole che le autorità sottopongano alle leggi per i controlli antiriciclaggio anche le società anonime ad azionsta unico. Tutte le altre, perfino i piccoli uffici di cambio dei distributori di benzina, sono controllate attentamente; Ma - rileva- uno straniero può fondare una SA con azionista unico e maneggiare milioni senza adempiere al dovere di vigilanza. In ogni caso l'esperto «non può evitare di pensare che nel caso di Hess si sia proceduto con molta delicatezza».

Di fatto, l'autorità di controllo si è pronunciata solo su una delle cinque società offshore, sottolineando di non aver riscontrato alcun indizio di riciclaggio. Per la «Rodway Finance Inc», di Panama, Peter Hess faceva da intermediario finanziario, limitandosi a trasmetterle l'onorario (100'000 franchi all'anno) per la consulenza in investimenti fornita a una società svizzera. Dato che Rodway Finance non ha alcuna attività di gestione patrimoniale nella Confederazione non è tenuta né a sottomettersi alla legge sul riciclaggio, né ad annunciarsi a un organismo d'autoregolazione o di controllo.

Per le altre quattro società, domiciliate a Panama e nelle Isole Vergini britanniche, il primo cittadino svizzero può approfittare di un'incertezza giuridica. Si tratta infatti di chiarire se queste società anonime con azionista unico debbano essere sottoposte alla legge sul riciclaggio. La risposta all'interrogativo dipende da un caso oggetto di un ricorso presso il servizio giuridico del Dipartimento delle Finanze. La decisione di quest'istanza, che potrebbe essere impugnata davanti al Tribunale Federale, fungerà da precedente per migliaia di società ad azionista unico e offshore che operano in Svizzera.

swissinfo e agenzie

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