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Prigionieri di guerra in TV: disappunto del CICR

Soldati americani controllano un gruppo di prigionieri civili iracheni

(Keystone)

Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) condanna le immagini che mostrano i prigionieri di guerra in TV.

Per l'organizzazione umanitaria internazionale si tratta di una violazione della Convenzione di Ginevra.

Le immagini delle televisioni e le fotografie dei giornali che mostrano prigionieri di guerra iracheni e americani costituiscono una violazione della Convenzione di Ginevra.

Lo ha ribadito lunedì Jakob Kellenberger, presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR).

Sulle immagini dei prigionieri di guerra pubblicate e trasmesse da giornali e televisioni del mondo intero, Kellenberger ha espresso il proprio disappunto: «L'articolo 13 della terza Convenzione di Ginevra vieta di esporre i prigionieri di guerra alla curiosità del pubblico».

La Convenzione di Ginevra

Le disposizioni della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra - ha spiegato il presidente del CICR - stabiliscono che i militari fatti prigionieri debbano essere protetti contro ogni violenza, insulti e contro l'esposizione alla curiosità pubblica.

«È una disposizione che viene interpretata come un divieto di mostrare immagini dei prigionieri sui giornali ed in televisione», ha precisato la portavoce del CICR Antonella Notari.

Conclusa il 12 agosto 1949 e ratificata da oltre cento Stati, fra i quali gli Stati Uniti, la Convenzione di Ginevra. si compone di 143 articoli e cinque annessi, che stabiliscono principi e modalità del trattamento da riservare ai prigionieri.

La nozione di prigioniero di guerra

Il punto di partenza è che ogni persona che prende parte alle ostilità e viene catturata, va considerata presuntivamente prigioniero di guerra e trattato come tale.

La responsabilità dei prigionieri incombe alla parte che li detiene. La convenzione vieta in particolare le torture fisiche o morali e prescrive che i prigionieri non debbono essere inutilmente esposti al pericolo o utilizzati come ostaggio o scudo umano.

Fin dall'inizio della prigionia essi debbono essere messi in condizione di avvisare le rispettive famiglie e poter corrispondere regolarmente.

Il paese che li detiene deve notificare la cattura entro sette giorni al Comitato Internazionale della Croce Rossa, i cui delegati potranno visitare i prigionieri senza la presenza di testimoni.

Formazione e assistenza

Già prima dello scoppio della guerra, il Comitato internazionale della Croce Rossa ha formato squadre di delegati ed interpreti per questo difficile compito.

La delegazione del CICR a Baghdad ha già compiuto passi concreti per poter procedere «al più presto a visite presso i prigionieri di guerra americani in mani irachene e dei prigionieri di guerra iracheni detenuti dagli alleati», ha annunciato Kellenberger parlando ai giornalisti al termine di un lungo colloquio con il ministro degli esteri francese de Villepin.

«Non abbiamo una data, ma penso che potremo presto visitare i prigionieri in mano agli alleati», ha aggiunto Kellenberger, precisando che «per i prigionieri di guerra americani il ministro della difesa iracheno ha confermato che il suo governo ritiene applicabili le disposizioni delle Convenzioni di Ginevra. Dunque dovremmo poter compiere il nostro lavoro sulla base di tali disposizioni», ha concluso il presidente del CICR.

L'appello di Amnesty

Oltre al richiamo del Comitato internazionale della Croce Rossa, anche Amnesty International ha chiesto ai mass media di rispettare la dignità di tutti i prigionieri di guerra.

«Non devono essere sottoposti ad alcuna forma di tortura o maltrattamento, e devono ottenere un immediato accesso al Comitato internazionale della Croce Rossa», reclama l'ONG.

Amnesty International ricorda infine che l'articolo 130 della Convenzione di Ginevra considera la tortura ed il trattamento disumano dei prigionieri di guerra una grave violazione, obbligando i firmatari a portare davanti alla giustizia coloro che li violano.

swissinfo e agenzie

In breve

Mostrare immagini e filmati televisivi di prigionieri della guerra tra Stati Uniti ed Iraq è una violazione della Convenzione di Ginevra.

Lo ha ricordato ai mass media del mondo intero lo svizzero Jakob Kellenberger, presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa.

L'organizzazione umanitaria ha già compiuto i passi necessari presso i belligeranti per poter visitare al più presto i prigionieri.

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Fatti e cifre

1949 anno di stesura della Convenzione di Ginevra
Oltre 100 gli Stati che l'hanno ratificata
143 gli articoli e 5 gli annessi che la compongono
13 il numero dell'articolo sulla protezione dei prigionieri di guerra

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