Primo atto a favore del Hockey Club Lugano

Régis Fuchs (terzo da sinistra) festeggiato dai suoi compagni in occasione del goal che ha sbloccato la partita già nel secondo giro d'orologio Keystone

La compagine diretta da Jim Koleff si è assicurata la prima vittoria nella finalissima che la oppone, in una sfida al meglio dei sette incontri, agli ZSC Lions. Un incontro duro ma sostanzialmente corretto, conclusosi sul punteggio di 3 - 0 per i ticinesi. Considerato l'equilibrio in pista e l'attenzione prestata dai giocatori all'efficacia del gioco difensivo, la serie si annuncia lunga ed indecisa. Intanto il Lugano si gusta questo primo importante successo. In attesa di gara 2, martedì a Zurigo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 marzo 2001 - 03:47

Inizio con il botto. Pronti via ed è subito goal. Dopo esattamente 76 secondi dall'ingaggio iniziale, Régis Fuchs su passaggio di Chris Dubé sblocca la situazione, sfruttando una penalità inflitta dall'arbitro Bertolotti ai Lions. E la Resega, quasi completamente esaurita e "vestita" a festa grazie ad una riuscita coreografia che ha accolto i giocatori, esplode.

Partita in discesa per il club di casa ? Neanche per sogno. In effetti, dopo il vantaggio, la compagine ticinese subisce per tutto il primo tempo la maggior velocità d'azione dei Lions. Che mettono spesso e volentieri in difficoltà l'ottimo portiere francese del Lugano, Cristobal Huet. Il notevole gioco di transizione e le fulminee ripartenze degli scattanti zurighesi creano parecchi grattacapi alla retroguardia dei padroni di casa. Il Lugano, vista la velocità d'esecuzione dei Lions, non riesce ad effettuare un solido filtro a metà pista, cosicché la pressione sul terzo bianconero e sul già citato Huet genera numerosi brividi nella platea.

Un po' inaspettatamente, il Lugano riesce a chiudere in vantaggio un primo tempo caratterizzato anche da parecchie penalità, senza comunque falli cattivi da segnalare. Significativa la statistica dei tiri nella prima frazione di gioco: 6 - 16 in favore degli ospiti, molti dei quali parecchio pericolosi.

Si riparte dopo la prima pausa ed il gioco si fa più equilibrato. Il Lugano, più alto nel suo pressing e meglio organizzato a centro pista, riesce a bloccare sul nascere numerose iniziative zurighesi ed a stuzzicare con maggior frequenza Ari Sulander, degno "collega" di Huet. E le occasioni non mancano a nessuna delle due contendenti. Ma vuoi per la grandissima serata dei due portieri, vuoi per il nervosismo che attanaglia i giocatori, il risultato rimane ancorato all' 1-0 del primo periodo. Il pubblico vive questa lunga fase di transizione con passione e con attesa, nella consapevolezza che, prima o poi, da una parte o dall'altra, qualcosa succederà.

Le due squadre si temono. Ed anche nel terzo periodo, la partita continua sulla falsariga di ciò che era stata nel tempo centrale. Il Lugano conduce sempre per 1-0 e attua diligentemente il suo gioco difensivo, non disdegnando puntate molto pericolose nei paraggi di Sulander. Lo Zurigo sa di essere in svantaggio...solo di una rete e dunque gioca - ovviamente - cercando il pareggio ma senza sbilanciarsi troppo, almeno fino al momento nel quale sarà necessario effettuare un eventuale forcing finale.

Ma quando, dopo altre occasioni per entrambe le compagini, si arriva al 53. minuto giunge la decisione: una percussione di Joel Savage mette in condizione Flavien Conne di concludere verso la porta zurighese. Sulla traiettoria del rasoghiaccio si apposta come una volpe (...) ancora Régis Fuchs, che devia con la lama del bastone il puck tra i gambali di Sulander. 2 - 0 e pochi minuti al termine. I pochi dubbi che restano sull'esito di gara 1 vengono spazzati via da Conne. Il ginevrino, servito da Jeannin dopo un recupero a centro pista dell'utilissimo Savage, trafigge per la terza volta l'incolpevole cerbero finnico dei Lions con un perfido polsino da media distanza.

Il match finisce tra il tripudio degli spettatori, con lo ZSC ormai già sulla lunghezza d'onda del prossimo appuntamento (martedì sera all'Hallenstadion di Zurigo) ed i bianconeri concentrati a difesa dello shoot out del loro portiere. Cosa significa questa vittoria? Sicuramente un ottimo inizio per il Lugano, che ha sfruttato a dovere il vantaggio casalingo ma va sottolineato come la prestazione dei Lions è stata di valore almeno pari a quello dei vincitori di serata.

La finale sarà presumibilmente ancora lunga e combattuta, con singole partite decise, come sabato sera, da dettagli e da episodi. A (ri)cominciare da gara 2. Forse la conferma principale della serata è proprio questa: in questa finale è, per il momento impossibile determinare un favorito. Non ci sono favoriti, o meglio...ce ne sono due. Intanto il Lugano incamera un primo prezioso successo casalingo e getta la pressione nella gabbia dei Lions, che non possono fallire il prossimo match.

Marzio Pescia

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