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Primo d'agosto: ricorrenza anti-rivoluzionaria

Sul praticello del Rütli, Walter, Werner e Arnold giurano fedeltà perpetua alla loro alleanza (foto: www.luetzel-info.ch)

Tra battaglie, ribellioni, giuramenti. Quando è nata mamma Elvezia? Il primo d’agosto 1291? Oppure l’8 novembre 1307? O ancora nel 1315? Basta mettersi d’accordo…

Storia del primo d’agosto. Origini lontane, festa nazionale da un secolo ma giorno festivo soltanto da un decennio.

Anche la Svizzera ha il suo 25 aprile (Italia), 4 luglio (USA) o 14 luglio (Francia). Da noi, piuttosto arbitrariamente, si è optato per il primo d’agosto.

Fuochi d’artificio, falò sulle montagne, discorsi ufficiali. Grigliate in famiglia o brunch in fattoria. La giornata dell’amor patrio, delle bandiere rossocrociate. O semplicemente un’occasione per festeggiare.

Ma, al di là del recente tormentone pro o contro gli spettacoli pirotecnici (la siccità…), il primo d’agosto genera ben altri interrogativi. Ad esempio, perché il compleanno della Confederazione è fissato proprio in quel giorno?

Le radici dell’indipendenza

712 anni fa, agli inizi d'agosto, le tre comunità di Uri, Svitto e Untervaldo decidono d'agire. Il momento storico è delicato.

La successione dell’appena deceduto imperatore Rodolfo d’Asburgo genera infatti incertezza anche nelle tre comunità alpine, chiamate Waldstätten (“stati forestali”). Che si dotano così di nuove regole giuridiche.

A questo fatto storico si sovrappone poi la leggenda del giuramento del Rütli. Siamo, così vuole la tradizione popolare, nel 1307 o nel 1308. L'imperatore Alberto I d'Asburgo è stato assassinato e tra i Waldstätten c'è voglia d'indipendenza.

Sul praticello del Rütli, sovrastante il lago dei quattro cantoni, Walter Fürst, Werner Stauffacher e Arnold von Melchtal, in rappresentanza di Uri, Svitto ed Untervaldo, sottoscrivono un patto di fratellanza, giurandosi reciproco sostegno di fronte ad eventuali minacce esterne.

Sarà stato un primo d'agosto? La leggenda non lo dice, ma a secoli di distanza la tradizione e la memoria collettiva hanno fuso il documento storico del 1291, che non porta firme ma solo i sigilli delle comunità, con i moti insurrezionali successivi.

Guglielmo Tell e furiose battaglie

La Confederazione cresce, si allarga e si compatta. Per molti secoli non si parla più del Patto del 1291. Sparito, sconosciuto, dimenticato. Il documento sarà ritrovato e reso pubblico soltanto nel 1760.

Tuttavia, anche dopo quella data, le fondamenta dello Stato continuano ad essere considerate altre. La coraggiosa (e leggendaria) rivolta di Guglielmo Tell che, a quanto si dice, l’8 novembre del 1307 si scaglia contro i balivi asburgici.

Oppure la vittoria militare del Morgarten del 1315, quando i Waldstätten sconfiggono la potenza austriaca e stipulano il patto di Brunnen.

Scelta di pace

Giunge poi la svolta della fine del diciannovesimo secolo. In vista del 1891 c’è infatti chi inizia a pensare ad uno speciale giubileo per onorare i 600 anni della Confederazione.

L’idea piace soprattutto a chi vorrebbe rivalutare il Patto del 1291, un’alleanza sostanzialmente difensiva, piuttosto che le ribellioni o le sanguinose imprese del 1307 o 1315. La convivenza e il reciproco sostegno piuttosto che le attività sovversive o le rivoluzioni. Ah, il pragmatico spirito pacifico del popolo elvetico.

E con il giubileo, la strada è ormai tracciata. Nel 1899, soprattutto su pressione di colonie di svizzeri all’estero, confrontate alle imponenti feste già in uso in altri Stati, il governo instaura una festa nazionale, da onorare ad un ritmo annuale.

Alla sera del primo d’agosto di quell’anno, le campane delle chiese risuonano a festa. E numerosi falò illuminano le Alpi. Una tradizione, quest’ultima, già molto diffusa in passato. Ma che dal 1899, per gli svizzeri, assume un significato particolare.

Ma non è festa!

Il popolo elvetico è però composto da gente ligia al dovere. Forse fin troppo ligia.

E così, immagino si trattasse di un’eccezione a livello planetario, per non dire universale, fino al 26 settembre 1993, la festa nazionale non corrisponde ad un giorno festivo. Insomma, fino a 10 anni fa, al primo d’agosto ci si rende coscienziosamente al lavoro, come in un qualsiasi altro giorno feriale.

Perché diventi una festa a tutti gli effetti, ci vorrà un’iniziativa dei Democratici svizzeri, gruppo politico di estrema destra praticamente sparito dal Parlamento federale. La loro proposta, nel 1993, è accettata da ben l’83.8% dei votanti. Molti, moltissimi, come i 702 anni allora trascorsi dal 1291.

Eccoci al primo d’agosto 2003. Buona festa a tutti. Nonostante i divieti sui fuochi e, dunque, in barba alle antiche leggende.

Si narra infatti d’invasori, intenzionati ad attaccare i prodi Elvezi del passato, messi in fuga dai riflessi nel lago Lemano di numerosi falò accesi sui monti. I barbari li avevano scambiati per segnali della vicinanza della fine del mondo…

swissinfo, Marzio Pescia

Fatti e cifre

Dal 1891, le fondamenta della Confederazione elvetica si basano sul Patto del Rütli dell'inizio agosto 1291;
Dal 1899 la ricorrenza è festeggiata a ritmo annuale;
In precedenza ci si riferiva, tra gli altri, all’insurrezione di Guglielmo Tell dell’8 novembre 1307 contro gli oppressori stranieri;
Infine la spuntò il Patto del 1291: gli altri potenziali Natali della patria furono considerati troppo rivoluzionari, troppo poco pacifici.

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