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Prove dell'esistenza del lupo nell'Oberland bernese

Stavolta è sicuro: si tratta di un lupo e non di un cane randagio

(Keystone)

La morte di sei pecore alla fine di marzo nei pressi di Thun, nell'Oberland bernese, è opera di un lupo. Lo confermano le analisi del DNA di alcuni peli ritrovati sul posto.

È la quarta volta che la presenza del lupo è provata a nord delle Alpi. Per evitare ulteriori attacchi alle greggi è stata adottata un'apposita strategia.

Le pecore sbranate sono state ritrovate il 27 marzo in un pascolo di Thierachern, nel canton Berna, a qualche chilometro dal luogo dove vari animali erano stati attaccati da un lupo alla fine dello scorso anno.

Le analisi del patrimonio genetico hanno pure confermato la presenza di un predatore (avvistato il 22 marzo) nei pressi di Zweisimmen.

Lo ha annunciato lunedì l'Ufficio d'informazione bernese. L'ispettore cantonale della caccia, Peter Juesy, non può però per il momento ancora confermare se si tratti effettivamente dello stesso lupo di Thierachern.

Lupi franco-italiani

Neppure il sesso ha potuto essere determinato. Peter Juesy ritiene comunque che si tratti di uno o di alcuni individui maschi di approssimativamente un anno e mezzo di età. Il comportamento di vagare su ampi territori è tipico dei giovani maschi. È invece chiaro che i lupi provengono da una popolazione franco- italiana.

Il ritorno del lupo nel canton Berna è stabilito con certezza dal 2006. Le testimonianze sulla sua presenza si sono moltiplicate negli ultimi mesi. Spesso tuttavia il presunto lupo non è che un cane di grande dimensioni.

Per prevenire ogni ulteriore attacco, le greggi sono state affidate fino a metà maggio alla cura di una donna-pastore e di due cani di razza "Maremmano abruzzese" addestrati per far da guardia agli ovini.

Gestione del lupo

Questo intervento si iscrive nella strategia "Gestione del lupo" elaborata dal canton Berna e volta a favorire la coesistenza durevole dell'uomo e del lupo, riducendo i rischi creati dall'animale alle attività umane.

Le analisi del DNA dei lupi sono condotte in Svizzera dal Laboratorio di biologia della conservazione dell'Università di Losanna e finanziate dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).

"Con il laboratorio losannese l'UFAM ha stipulato un contratto annuale di 50'000 franchi per questo tipo di analisi", spiega Reinhard Schnidrig, della sezione caccia, animali selvatici e biodiversità presso l'ufficio federale.

swissinfo e agenzie

La convenzione di Berna

La «Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa», detta anche Convenzione di Berna, è stata firmata nel Municipio di Berna nel 1979. Nel frattempo è stata ratificata da 44 Paesi e dall'Unione europea.

La Convenzione protegge circa 600 specie di piante, 111 specie di mammiferi, 363 specie di volatili e numerose altre specie animali. In tal modo, attua su scala regionale numerosi obiettivi fissati a livello mondiale nel 1992 con la Convenzione sulla biodiversità ed è un importante strumento della politica internazionale di protezione delle specie.

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Il lupo in Svizzera

Per quanto riguarda il lupo, la politica praticata dalla Svizzera poggia sui seguenti tre pilastri:

- sostegno agli allevatori di bestiame minuto mediante misure di protezione,
- indennità in caso di danni e
- autorizzazione all'abbattimento in caso di danni rilevanti.

Per realizzare tale politica, l'UFAM ha elaborato, congiuntamente ai Cantoni e alle cerchie interessate, la «Strategia Lupo Svizzera», entrata in vigore il 21 luglio 2004.

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