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Rafforzare la visibilità della Svizzera

Raphaël Saborit, ovvero il "Mister Media Internazionali" della Confederazione

(swissinfo.ch)

Raphaël Saborit è incaricato di "vendere" ai media la politica estera della Svizzera. Si impegna in questa missione da Ginevra. Intervista.

Questo giornalista navigato rientra in una strategia voluta dal Dipartimento degli Affari esteri: rafforzare la comunicazione con la stampa mondiale.

Dopo un breve passaggio al bimensile economico "Bilan", l'ex consigliere di Pascal Couchepin torna nell'Amministrazione federale e, questa volta, in veste di responsabile delle relazioni con i media internazionali presso il Dipartimento federale degli Affari esteri diretto dalla socialista Micheline Calmy-Rey.

La base operativa di Raphaël Saborit per questa sua nuova funzione è la missione svizzera all'ONU a Ginevra.

swissinfo: Quali saranno i suoi compiti principali?

Raphaël Saborit: Ho il compito di tenere contatti e relazioni con la stampa internazionale basata in Svizzera - penso ai corrispondenti a Ginevra, Berna o Zurigo - e con la direzione di queste testate nei rispettivi paesi, principalmente in Europa.

Un compito che intendo svolgere lavorando anche con gli ambasciatori svizzeri all'estero, affinché si prendano cura delle loro relazioni con i grandi media presenti sul territorio.

swissinfo: Quali sono i motivi alla base della creazione di questo ruolo?

R.S.: Micheline Calmy-Rey ha voluto che il suo servizio di comunicazione si occupasse in misura maggiore della stampa internazionale. Si tratta dunque di intrecciare e mantenere durevolmente attive relazioni con un certo numero di grandi media.

In un mondo globalizzato, la Svizzera ha infatti bisogno di mercati, di amici e di visibilità. Una maggiore visibilità del nostro Paese sulla stampa internazionale non solo ne aumenta la presenza ma, di conseguenza, anche l'influenza. La comunicazione permette, in buona sostanza, di raggiungere l'opinione mondiale.

La battaglia diplomatica si gioca anche sul terreno della comunicazione. E' pertanto importante per un Ministero degli Affari esteri far conoscere le proprie posizioni e controllare l'immagine del proprio paese.

In democrazia, molto di più che nella democrazia diretta, la necessità di spiegare gli obiettivi della politica estera richiede ed impone una certa trasparenza.

swissinfo: Che tipo di azioni intende intraprendere?

R.S.: Circa 200 giornalisti provenienti dai quattro angoli della Terra lavorano a Ginevra dove coprono l'attualità delle organizzazioni internazionali presenti sul territorio.

Ma questi giornalisti si occupano anche di temi svizzeri, indipendentemente dai legami con la politica estera. Si tratta dunque di rispondere meglio alle loro domande

swissinfo: La Svizzera ha sempre puntato molto sulla discrezione per difendere i propri interessi sulla scena internazionale. C'è forse un cambiamento di paradigma?

R.S.: La Svizzera è un piccolo paese in termini di popolazione e di superficie. Ma la sua economia gli permette di fare parte delle prime 20 potenze commerciali e di svettare al primo posto della classifica mondiale per quanto riguarda la piazza finanziaria. La Svizzera è anche tra i dieci più grandi investitori al mondo.

Sul piano politico la Ginevra internazionale conferisce un lustro e un visibilità alla Svizzera che vanno ben al di là della dimensione del nostro Paese.

Ragion per cui è fondamentale che la Svizzera aumenti la propria presenza sui media internazionali. Media che non dovrebbero parlare soltanto della Svizzera quando si producono delle catastrofi naturali e quando scoppia uno scandalo finanziario.

La politica estera della Svizzera merita una maggiore attenzione poiché la Confederazione ha degli assi nella manica ed è pure ascoltata quando si esprime, per esempio, sui diritto internazionale pubblico, sui diritti dell'essere umano e sul diritto umanitario.

swissinfo: Ci può fare qualche esempio di scarsa visibilità della Svizzera sui media?

R.S.: La Svizzera, per esempio, non figura nelle numerose statistiche dell'Unione europea, visto che non vi fa ancora parte.

Ora, basta dare un'occhiata ai grandi titoli della stampa internazionale per scoprire che moltissimi articoli paragonano determinate situazioni tra i diversi paesi proprio sulla base di quelle statistiche.

Si finisce così inevitabilmente per dimenticare la Svizzera, mentre si parla molto dell'Austria o dell'Irlanda che sono paesi di dimensioni simili al nostro. Una delle mie mansioni consiste dunque a parlare un po' di più della Svizzera nei grandi giornali europei.

swissinfo: Lei si trova dunque nel cuore della Ginevra internazionale. Come fare per approfittare il più possibile dei vantaggi di questa postazione di Svizzera finestra sul mondo?

R.S.: Quando dei giornalisti stranieri visitano la Svizzera, bisogna assolutamente proporre loro di passare da Ginevra e dal suo quartiere internazionale, una componente essenziale della politica estera della Svizzera.

Collaborando con "Presenza svizzera" e le nostre ambasciate, mi impegnerò affinché coloro che visitano la Svizzera consacrino un po' del loro tempo alla Ginevra internazionale e alle sue competenze. Che, in ultima analisi, sono a disposizione del mondo intero.

Intervista swissinfo, Frédéric Burnand, Ginevra
(traduzione e adattamento dal francese Françoise Gehring)

Fatti e cifre

1986: Raphaël Saborit entra alla "Tribune de Genève" come giornalista della pagina economica
1989: Diventa capo della pagina nazionale
1998: Viene assunto da Pascal Couchepin, allora ministro dell'economia, come consigliere personale
2005: nel mese di agosto entra in servizio al Dipartimento federale degli Affari esteri in veste di responsabile delle relazioni con i media internazionali

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In breve

Nel 1920 lavoravano a Ginevra 200 diplomatici e funzionari internazionali. Oggi sono circa 35 mila le persone che si muovono nella Ginevra internazionale, a cui occorre aggiungere 2 mila 400 impiegati delle ONG.

Ginevra e New York, sedi dell'ONU, sono i due grandi centri della cooperazione internazionale più importanti al mondo. La Svizzera accoglie organizzazioni internazionali da più di cento anni.

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