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Rinnovate le concessioni per gli aeroporti di Zurigo e Ginevra

I nuovi limiti emanati dal governo per ridurre l'inquinamento fonico nelle vicinanze degli aeroporti concernono soprattutto gli scali di Kloten e di Cointrin Keystone

Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, delle comunicazioni e dell'energia (DATEC) ha deciso che prolungherà di cinquant'anni la concessione per gli aeroporti di Ginevra e Zurigo. Contemporaneamente il governo ha anche stabilito i nuovi limiti per il rumore nei pressi degli aeroscali.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 maggio 2001 - 13:29

La rinnovata concessione, che entrerà in vigore in giugno come si legge nella nota del DATEC, obbliga le società che gestiscono gli scali a mettere a disposizione le infrastrutture necessarie permettendole nel contempo di prelevare delle tasse. Un regolamento fisserà le modalità operative dell'aeroporto.

Condizione imprescindibile per ottenere una concessione, indica il comunicato, è il ripetto delle norme ambientali. Se per Ginevra non vi sono problemi, non si può dire lo stesso per Zurigo: si attende un nuovo regolamento che tenga conto dei risultati dopo il vertice tra il ministro dei trasporti elvetico Leuenberger e il suo omologo tedesco in relazione al rumore causato dagli aerei in avvicinamento allo scalo zurighese.

Il nuovo regolamento dovrà inoltre tener conto inoltre della modifica dell'ordinanza sulla protezione contro il rumore. Le conseguenze dell'adozione da parte del Consiglio federale dei nuovi valori limite per le emissioni foniche, la cui entrata in vigore è prevista per il primo giugno, prevede il divieto di costruzione di nuove abitazioni nelle aree dove il rumore degli aeroplani supera i limiti consentiti e finestre isolanti per almeno 55 mila persone che vivono nei pressi degli aeroporti di Zurigo e Ginevra.

L'intervento costerà 2,3 miliardi di franchi, di cui 300 milioni per le strutture isolanti ed il rimanente per eventuali indennizzi causati dal deprezzamento dei terreni.

I nuovi limiti tengono conto di una recente sentenza del Tribunale federale, che ha smentito quelli fissati precedentemente dal governo, affermando che non erano compatibili con la legge sulla protezione dell'ambiente.

swissinfo e agenzie

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