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Salute: più medici, più costi della salute?

Come fermare l'esplosione dei costi della salute?

(Keystone)

Uno studio conclude che più alta è la densità di medici, maggiore sono il numero di consultazioni ed i costi generati nel settore della salute.

Lo studio è stato effettuato dagli economisti ticinesi Luca Crivelli e Gianfranco Domenighetti, specializzati nel settore della salute, su mandato di santésuisse, l'associazione degli assicuratori malattia svizzeri. Sono stati presi in considerazione 5 gruppi di cantoni a densità medica crescente (da 11 a oltre 30 gabinetti medici per ogni 10'000 abitanti), con una regione di riferimento abbastanza omogenea della Svizzera orientale (San Gallo e i due Appenzello, con circa 15 studi ogni 10'000).

Alla fine del 2000, in Svizzera si contavano in media circa 19 gabinetti medici ogni 10'000 abitanti, ma con notevoli differenze da regione a regione: dai quasi 36 di Basilea Città e 32 di Ginevra fino a meno di 13 per alcuni cantoni di Svizzera centrale e orientale.

Gli abitanti di Basilea Città e di Ginevra hanno fatto ricorso al medico circa 7,2 volte all'anno, contro le 4,4 di Friburgo e Giura, dove si hanno meno di 14 studi ogni 10'000 abitanti. Ad Appenzello e San Gallo si sono registrate solo 4,2 consultazioni all'anno per assicurato.

Altrettanto importante è stata la differenza nei costi: di 1'519 franchi per assicurato a Basilea Città e Ginevra, fra i 700 e gli 800 franchi ad Appenzello e San Gallo. Analoga la situazione delle spese per le cure ambulatoriali prestate negli ospedali.

Prestazioni simili

La ricerca rileva invece che la densità di dottori non ha nessuna influenza sul grado di soddisfazione dei pazienti e nemmeno sulla mortalità evitabile grazie a interventi medici.

Inoltre, nella regione di riferimento della Svizzera orientale oltre il 70% del corpo medico era composto di medici di base mentre a Basilea Città e Ginevra il tasso era di circa il 50%. Secondo gli autori dello studio si può quindi concludere che cure adeguate possono essere garantite anche con meno specialisti.

Soluzioni?

Secondo santésuisse abolire l'obbligo per le casse di riconoscere le prestazioni dell'insieme dei medici porrebbe un rimedio alla situazione.

I due economisti autori dello studio ritengono che il conseguente aumento della concorrenza limiterebbe l'esplosione del numero di fornitori di prestazioni, che in molte regioni ha portato ad un eccessivo consumo di medicina.

Crivelli e Domenighetti sottolineano però che il mercato da solo non può garantire automaticamente l'accesso sicuro alle cure. Lo Stato deve quindi «esercitare una funzione regolatrice per assicurare a tutta la popolazione l'accesso alla sanità a condizioni finanziarie sopportabili».

In questo senso, tolto l'obbligo contrattuale, il numero di studi privati e di medici di base dovrebbe essere stabilito sulla base di un parametro (ad esempio 15 ogni 10mila abitanti) per tutta la Svizzera. Questo potrebbe poi essere modificato in funzione delle condizioni locali, come immigrazione-emigrazione di pazienti, grado di urbanizzazione o età della popolazione.

Crivelli e Domenighetti propongono inoltre alle casse malattia di offrire ai medici esclusi dal contratto una chance di rientrare in competizione tramite un sistema «a due tariffe», almeno per un periodo transitorio: i pazienti che hanno deciso di consultare un medico che non ha ottenuto un contratto con le assicurazioni riceveranno almeno un rimborso parziale dei costi, per esempio del 70%.

swissinfo e agenzie


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