Scalderanno la Svizzera gli alberi abbattuti dall'uragano Lothar

Un milione di economie domestiche potrà impiegare parte dei 13 milioni di metri cubi di legna abbattuti da Lothar Keystone

L'Ufficio federale dell'energia (UFEN) vuole raddoppiare entro il 2010 il consumo di legna da ardere, portandolo a 5 milioni di metri cubi. Per far questo sovvenzionerà con 45 milioni di franchi l'installazione di impianti di riscaldamento a legna.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 agosto 2000 - 14:55

Dei 13 milioni di metri cubi di legna abbattuti lo scorso inverno dall'uragano Lothar, quasi 5 milioni potrebbero essere utilizzati come combustibile. Lo ha indicato lunedì Eduard Kiener, direttore dell'UFEN, illustrando il programma per l'incremento dei riscaldamenti a legna, per il quale le Camere federali hanno approvato in giugno un credito di 45 milioni di franchi.

Al fine di raddoppiare il volume attuale di legna utilizzata per il riscaldamento, l'Associazione svizzera per l'energia del legno (ASEL), che si occuperà della realizzazione del programma, sovvenzionerà prima di tutto gli impianti di riscaldamento automatici a legna.

Ma anche le economie domestiche potranno ottenere, per la prima volta, un aiuto finanziario, a condizione che il loro sistema di riscaldamento copra buona parte del fabbisogno dell'edificio. Concretamente, un'economia domestica che necessita di 2000 litri di nafta l'anno riceverà tra i 6000 e i 7000 franchi se passerà al riscaldamento a legna.

Secondo Christoph Rutschmann, direttore dell'ASEL, in futuro la legna da ardere potrà coprire dal 20 al 25 per cento del fabbisogno svizzero, riscaldando un milione di alloggi in più all'anno. Il raddoppio del consumo di legna contribuirebbe inoltre alla riduzione delle emissioni di CO2 decisa al vertice di Kyoto.

L'attuale programma d'azione è limitato a tre anni e mezzo. In caso di approvazione della tassa dell'ambiente in votazione il 24 settembre prossimo, le sovvenzioni per l'utilizzo di legna da ardere potrebbero essere prolungate, secondo Eduard Kiener, per altri sei anni.

swissinfo e agenzie

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