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Scendono in campo gli oppositori

Gli oppositori al momento della consegna delle firme

(Keystone)

La quinta revisione della Legge sull'assicurazione invalidità (LAI) è uno smantellamento sociale a scapito dei più deboli, dicono i rappresentanti del coordinamento nazionale contro la riforma.

In vista della votazione popolare del 17 giugno, i partiti borghesi ed il governo sostengono la revisione mentre i partiti di sinistra, i verdi ed i sindacati si battono per affossarla.

Il comitato contro la revisione, espressosi venerdì a Berna, sostiene che la proposta del parlamento non favorisce l'integrazione dei disabili, ma li discrimina e li esclude.

In particolare, il testo legislativo non coinvolgerebbe sufficientemente i datori di lavoro nella creazione di posti adatti agli invalidi, hanno sottolineato in coro Barbara Marti, segretaria centrale di Aiuto Reciproco Svizzero Andicap, e André Daguet, consigliere nazionale socialista e membro del comitato dell'Unione sindacale svizzera.

La Marti ha anche sottolineato che con il sistema di rilevamento tempestivo e altri nuovi provvedimenti previsti dalla revisione della legge la protezione dei dati dei diretti interessati non sarebbe più garantita.

Riforma inutile

Per i referendisti, la revisione oltre che dannosa è inutile, visto che in seguito all'inasprimento delle procedure tra il 2004 e il 2006 il numero di nuove rendite è diminuito di quasi il 30% rispetto al 2003.

I rappresentanti del coordinamento criticano inoltre il fatto che la riforma faccia ricadere i costi sui cantoni, sui comuni e sulle famiglie. Monika Stocker, a capo del Dicastero della socialità della città di Zurigo, ha osservato che gli invalidi non più coperti dall'assicurazione "non scompaiono nel nulla: spesso finiscono per dipendere dall'assistenza sociale".

Manuele Bertoli, presidente del partito socialista ticinese e rappresentante di Unitas, Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana, ha invece descritto le ripercussioni nefaste della riforma sulle persone disabili, illustrando soprattutto le conseguenze negative dal punto finanziario per i giovani adulti e per le coppie sposate.

Assicurazione invalidità (AI)

L'Assicurazione invalidità (AI) è un'assicurazione obbligatoria che versa delle prestazioni a persone che non sono più in grado di provvedere ai ...

Deficit miliardario

La quinta modifica della LAI, unico oggetto in votazione federale il 17 giugno, mira a sgravare l'assicurazione invalidità, confrontata con un deficit miliardario. Riducendo le nuove rendite e limitando le prestazioni si dovrebbero risparmiare 596 milioni di franchi in media annua fino al 2025.

Le entrate supplementari necessarie per diminuire il debito non sono ancora state decise dal parlamento, diviso soprattutto sull'aumento dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) proposto dal Consiglio federale.

Un motivo in più, secondo i fautori del referendum, per non sostenere una riforma che chiede sacrifici soltanto ai più deboli.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Debito dell'AI alla fine del 2006: 9,3 miliardi di franchi.
Interessi annui sul debito: 221 milioni di franchi.
Nuove rendite nel 2006: 19'600.
Nuove rendite nell'anno record 2003: 28'200.
Rendite totali alla fine del 2006: 257'200.

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La quinta revisione dell'AI

Nel 2006, nel corso della sessione tenutasi a Flims, il Parlamento elvetico ha adottato il progetto di revisione – il quinto – dell'Assicurazione invalidità.

L'obiettivo è di sgravare i conti dell'AI di 596 milioni di franchi in media annua fino al 2025.

Le modifiche permetteranno di riportare in positivo il bilancio dell'assicurazione a partire dal 2009 e di estinguere il suo debito entro il 2024.

Per raggiungere questo risultato, la revisione interviene su due fronti: da un lato la riduzione del 30% del numero di nuove rendite in rapporto al 2003 ottenuta grazie ad una definizione più precisa del concetto d'invalidità, dall'altro la restrizione di alcune prestazioni.

Contro questa revisione, una piccola organizzazione di aiuto agli andicappati ha lanciato in ottobre un referendum, appoggiato anche dai Verdi.

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