Sciagura aerea: 24 le vittime del volo Crossair

Il rottame del velivolo Crossair precipitato sabato notte a pochi chilometri dall'aeroporto di Zurigo-Kloten Keystone

Nove i superstiti, di cui 5 si trovano ricoverati negli ospedali della regione. Chiuse le operazioni di salvataggio, è ora in corso l'inchiesta per definire le cause della sciagura.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 novembre 2001 - 12:33

Sono 24 le vittime del "Jumbolino" della Crossair che si è schiantato alle 22.08 di sabato notte, in un bosco di Birchwil (ZH), nei pressi di Bassersdorf.
Domenica pomeriggio i responsabili delle squadre di soccorso hanno annunciato di aver ritrovato i corpi di tutte le vittime - 14 persone erano date ancora per disperse in mattinata.

A bordo del velivolo, proveniente da Berlino e diretto all'aeroporto di Zurigo-Kloten, vi erano 28 passeggeri e 5 membri dell'equipaggio. I 9 superstiti sono stati trasportati durante la notte negli ospedali della regione. 4 persone hanno potuto nel frattempo far ritorno a casa, mentre lo stato di salute di 2 feriti viene definito ancora attualmente critico.

I nomi delle vittime non sono stati finora comunicati, dal momento che non è stato ancora possibile contattare tutti i familiari. Dalle informazioni diramate in giornata, sull'aereo si trovavano 13 cittadini tedeschi, 10 svizzeri, 3 israeliani e 2 olandesi. Gli altri 5 passeggeri provengono rispettivamente da Austria, Svezia, Spagna, Canadà e Ghana. I membri dell'equipaggio erano tutti di nazionalità svizzera.

Le reazioni di cordoglio

La Crossair ha rivolto immediatamente parole di cordoglio ai familiari delle vittime. Il direttore esecutivo della compagnia aerea, André Dosé, si è dichiarato sconcertato per questo nuovo grave incidente, il secondo da poco meno di due anni.

Anche il presidente della Confederazione, Moritz Leuenberger si è recato in mattinata sul luogo dell'incidente con la consigliera di stato zurighese Rita Fuhrer. Anche a nome del governo il presidente si è detto costernato per questa sciagura che giunge in un momento particolarmente delicato per l'aviazione elvetica.

Leuenberger ha comunque affermato che l'impegno di tutti non deve disperdersi nelle polemiche, ma deve indirizzarsi soprattutto alle vittime e ai loro congiunti.

Le cause dell'incidente

Non si conoscono ancora le cause dell'incidente, avvenuto a circa quattro chilometri dalla pista d'atterraggio. Il Jumbolino - volo LX3597 - era partito alle 21.01 da Berlino-Tegel e avrebbe dovuto atterrare alle 22.15 sulla pista 28 dell'aeroporto di Kloten. Il luogo dell'incidente si trova a meno di due chilometri dall'inizio della pista.

Secondo quanto è stato indicato nel corso di un'improvvisata conferenza stampa a Birchwil la parte centrale dell'aereo si è frantumata, mentre la testa e la coda del velivolo sono rimaste relativamente intatte.

Si aspettano chiarimenti dalle scatole nere del velivolo che sono state ritrovate e sono attualmente in mano agli inquirenti. I commissari dell'Ufficio federale dell'aviazione hanno annunciato i risultati per martedì.

L'unico elemento reso noto riguarda le condizioni meteorologiche particolarmente difficili: al momento dell'incidente la visibilità era infatti ridotta in seguito alla caduta di pioggia e di nevischio.

Il velivolo avrebbe dovuto raggiungere l'aeroporto di Kloten seguendo la nuova rotta, definita dall'accordo con la Germania, in vigore dal 19 ottobre. Il nuovo percorso, utilizzato fra le 22.00 e le 06.00 della notte ed è utilizzato quotidianamente da una ventina di aerolplani.

Secondo le autorità competenti il cambiamento di rotta non comporta problemi particolari, malgrado non disponga delle infrastrutture tecniche per il controllo dell'atterraggio.

La terza grave catastrofe aerea in tre anni

Già confrontata all'interminabile crisi e all'annunciato fallimento della compagnia di bandiera nazionale, l'aviazione civile svizzera deve ora far fronte alla terza grave sciagura aerea nel giro di tre anni.

Il 3 settembre del 1998, un velivolo MD-11 della Swissair era precipitato nelle vicinanze di Halifax, presso la costa atlantica canadese. 229 persone avevano perso la vita. Ancora oggi si attende il rapporto finale degli inquirenti canadesi che da tre anni stanno indagando sulle cause dell'incidente.

Il 10 gennaio 2000, un Saab 340 della Crossair si era schiantato invece a Nassenwil (ZH), poco lontano dall'aeroporto di Kloten. Bilancio: 10 morti, sette passeggeri e tre membri dell'equipaggio. Anche in questo caso non si conoscono ancora le cause esatte della sciagura.

swissinfo e agenzie

Per i parenti delle persone a bordo del Jumbolino sono state allestite diverse hotlines: 0800 707 507 e 061 325 71 20. Dall'estero si può telefonare allo 0041 1 543 67 67.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo