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Dove si nascondono le emozioni?

A che cosa servono e come funzionano le emozioni? Il Polo interdisciplinare di ricerca in scienze affettive dell'Università di Ginevra cerca di rispondere a queste domande.

Dal 14 al 18 marzo moltissimi atenei in tutto il mondo – tra cui l'università di Ginevra – aderiscono alla "settimana del cervello", un'iniziativa voluta per riflettere su questa parte del nostro corpo.

E proprio nella città di Calvino esiste un centro universitario particolare, il Polo di ricerca nazionale in scienze affettive. Qui circa 120 scienziati – provenienti dalle discipline più disparate – indagano sulle emozioni e sul rapporto tra "cuore" e cervello.

L'interdisciplinarietà è la caratteristica principale del Centro, a cui fanno capo altri quattro atenei svizzeri: «Non siamo legati a una materia specifica: il direttore è uno psicologo, ma tra i nostri collaboratori contiamo anche neuroscienziati, medici, economisti, etologi, filosofi, informatici ed esperti di storia delle religioni», sottolinea Carole Varone, responsabile del trasferimento di conoscenze.

Le persone che vi lavorano, aggiunge, «hanno già completato la loro formazione di base e svolgono a Ginevra la fase del dottorato o del post-dottorato. L'idea è appunto quella di formare una nuova generazione di ricercatori specializzati in scienze affettive».

Leggere il corpo (e non solo)

Ma come studiare, concretamente, le emozioni? Innanzitutto imparando a leggere i messaggi del corpo. Infatti, come figura sul sito del Centro, le espressioni facciali, la gestualità, la voce e i cambiamenti fisiologici mutano in funzione del nostro stato d'animo.

Per esempio, grazie alla risonanza magnetica, all'elettroencefalogramma e ad altri strumenti è possibile misurare i cambiamenti – a livello di ritmo cardiaco, di attività cerebrale, della sudorazione – che si verificano quando le persone vivono situazioni emozionanti. Ma l'approccio è ben più vasto: il centro effettua infatti anche analisi dell'espressione verbale – orale e scritta – così come confronti tra periodi storici e culture diverse.

Un profumo per comprare, uno per calmare

La ricerca sulle emozioni ha applicazioni in tutti i settori. Ad esempio, perché un neonato si agita e volta la testa quanto sente odore di burro rancido, mentre il profumo di vaniglia lo rende felice? Secondo recenti studi, questo effluvio calma il bebé e ne facilita la respirazione, ragion per cui il suo utilizzo nelle incubatrici riduce di parecchio il rischio di apnea.

Capire meglio le emozioni ha pure importanti implicazioni dal profilo economico. Anche per diversificare le fonti di finanziamento – spiega Carole Varone – non mancano quindi le collaborazioni tra il Polo di ricerca in scienze affettive e l'industria privata, come il gruppo Firmenich, specializzato nella produzione di profumi ed essenze chimiche.

Quest'ultimo ha finanziato uno studio volto ad analizzare le emozioni – coscienti e non – scatenate da un determinato tipo di odore, al fine di comprendere meglio il comportamento dei consumatori.

In un'intervista a Le Temps, Christelle Chrea – ex ricercatrice del Centro – ha per esempio fatto presente che l'odore della cannella, specialmente se associato a canti di Natale, spinge il consumatore all'acquisto.

Gli studi hanno infatti permesso di determinare che l'olfatto veicola una grande forza emotiva, influenzando sovente il comportamento dei clienti: una particolare essenza riesce infatti a confondere la nozione del tempo e la percezione visiva, facendo sostare la persona più a lungo in un determinato luogo.

Brivido musicale

Anche quando ascoltiamo un brano musicale, il nostro cervello è fortemente stimolato. Un presupposto da cui nascono molte piste di ricerca, per esempio l'interesse di indagare gli effetti psicologici e fisici scatenati da una determinata melodia.

In questo particolare ambito, il Polo di ricerca nazionale in scienze affettive collabora con il Jazz Festival di Montreux. «Abbiamo organizzato diversi atelier pratici con la partecipazione del pubblico, con lo scopo di illustrare in modo accessibile a tutti ciò che facciamo».

Per esempio, «la neuroscienziata Clara James – violinista professionista – ha mostrato, filmando il cervello dei musicisti, in che modo l'attività cerebrale cambia quando vi è un errore nell'esecuzione di una partitura, e addirittura poco prima che esso si verifichi», rileva Varone.

Immagini emozionanti

Un'altra iniziativa del centro è stata realizzata nel 2009 in collaborazione con il Comitato internazionale della Croce rossa (CICR) e il Musée de l'Elysée di Losanna. In quell'occasione, tre ricercatori – provenienti da ambiti differenti – hanno accompagnato i visitatori attraverso una galleria di fotografie che ritraggono, tra l'altro, soldati statunitensi in licenza prima di rientrare in Iraq.

Gli scienziati hanno fornito il loro contributo personale, illustrando perché sono stati colpiti da determinate immagini, sottolineando come le informazioni di contesto, per esempio una didascalia, influenzano le nostre percezioni e le nostre emozioni.

Klaus Scherer, direttore del polo di ricerca, ha infatti spiegato che questo genere di fotografie non è immediatamente accessibile, poiché rende necessaria una ricerca nella nostra memoria emozionale. Ciò ci consente di entrare in sintonia con quanto vediamo e origina poi nuove emozioni.

Emozioni che restano comunque difficili da definire, ma che da sempre ci accompagnano. Come cantava Lucio Battisti:

Capire tu non puoi

tu chiamale se vuoi

emozioni

Il Centro

Creato nel 2005, il Polo di ricerca in scienze affettive è uno dei 28 poli nazionali finanziati dalla Confederazione e amministrati dal Fondo nazionale svizzero della ricerca scientifica.

La sede del Centro è l'Università di Ginevra, ma il Polo comprende altri quattro atenei: Friburgo, Neuchâtel, Berna e Zurigo.

Complessivamente, vi lavorano circa 120 ricercatori (dottorandi o post-dottorandi) provenienti dalla Svizzera e dall'estero.

Il budget del Centro per il periodo 2009-2013 ammonta a una trentina di milioni di franchi, 10 dei quali garantiti dal Fondo nazionale.

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Cos'è un'emozione?

Processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi dell'individuo.

La presenza di un'emozione si accompagna a esperienze soggettive (sentimenti), cambiamenti fisiologici (risposte periferiche regolate dal sistema nervoso autonomo, reazioni ormonali ed elettrocorticali), comportamenti espressivi (postura e movimenti del corpo, emissioni vocali).

[…] Le emozioni possono essere viste, da un lato, come un’attività legata a specifiche strutture del cervello, correlata a modifiche chimiche e presente anche in altre specie animali; dall’altro, è necessario riconoscere che esse sono caratterizzate da una fondamentale componente soggettiva, la quale è difficilmente riconducibile alla sua sola natura biologica.

Fonte: Enciclopedia Treccani

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