Il sogno geotermico di Basilea si è infranto

I rischi sismici provocati dai lavori di trivellazione sono troppo elevati. Per questa ragione le autorità di Basilea Città hanno deciso di abbandonare definitivamente il progetto di una centrale geotermica.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 dicembre 2009 - 16:27

I lavori di perforazione per la realizzazione della “Deep Heat Mining”, la prima centrale geotermica commerciale al mondo, avevano causato nel dicembre del 2006 una serie di scosse sismiche di intensità compresa tra i 2,5 e i 3,5 gradi sulla scala Richter nella città renana.

Giovedì, in occasione della pubblicazione dell’analisi dei rischi effettuata da sei aziende, le autorità di Basilea Città hanno comunicato di voler rinunciare definitivamente al progetto. I danni materiali che queste scosse possono provocare sono “inaccettabili”, si legge nel rapporto.

Secondo l’analisi, la regione basilese “non è adatta” per uno sfruttamento geotermico a grande profondità delle rocce cristalline. Il progetto sospeso alla fine del 2006 prevedeva di iniettare dell’acqua a forte pressione, recuperando il calore a circa 5 chilometri di profondità, dove la roccia raggiunge i 200 gradi. Trasportato dall’acqua, il calore sarebbe poi stato utilizzato per fornire elettricità a 10'000 economie domestiche.

A provocare i sismi era stata appunto l’iniezione d’acqua sotto forte pressione. Le autorità e le assicurazioni avevano ricevuto oltre 2'500 notifiche di danni, essenzialmente delle crepe apparse sui muri.

swissinfo.ch e agenzie

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