Prima vaccinazione contro epatite C in Svizzera

La lotta contro l'epatite C in Svizzera avanza. Per la prima volta nella Confederazione è stato somministrato un nuovo vaccino contro il virus dell'epatite C (HCV), nell'ambito di uno studio europeo. La vaccinazione è stata effettuata all'ospedale cantonale di San Gallo, che parla di un importante progresso contro le infezioni croniche e la propagazione della malattia nel mondo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 luglio 2015 - 08:49
swissinfo.ch e tvsvizzera.it (Telegiornale del 22.07.2015)

Il nuovo vaccino, basato su un principio diverso rispetto a quelli convenzionali, è sopratutto destinato a proteggere le persone infette dall'HIV, ossia il virus dell'AIDS. È già stato testato con successo su oltre 200 pazienti infetti dall'HIV nel mondo, precisa l'ospedale sangallese.

Secondo l'Ufficio federale della sanità, in Svizzera circa lo 0,7-1% della popolazione è contagiato dal virus dell'epatite C, mentre a livello mondiale la media è del 3%. Nella Confederazione si registrano una cinquantina di nuove dichiarazioni di epatite C acuta casi all'anno. Nei tre quarti dei nuovi contagi dal virus dell'epatite C l'infezione decorre in maniera asintomatica. Nel restante quarto i sintomi insorgono da sei a nove settimane (al massimo fino a 6 mesi) dopo il contagio e si manifestano mediante inappetenza, dolori addominali, nausea, vomito e talvolta anche febbre e dolori articolari. Nel 5-10 per cento dei casi compare anche un'itterizia. Dopo sei mesi il 20-30 per cento dei malati guarisce completamente senza sottoporsi a un trattamento. Queste persone tuttavia non sono protette dall'epatite C e possono essere quindi nuovamente contagiate.

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