Servizio civile troppo comodo, secondo l'esercito

Il capo dell'esercito André Blattmann vorrebbe rendere più esigenti i criteri per poter svolgere il servizio civile: si tratta di una risposta all'importante aumento delle richieste.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 settembre 2009 - 08:56

In un'intervista pubblicata venerdì dalla Mittelland-Zeitung, il comandante di corpo Blattmann ha criticato la nuova legge sul servizio civile, che prevede la sostituzione dell'audizione – il cosiddetto «esame di coscienza» – con la prova dell'atto. A suo parere, l'esercito perde molti elementi di cui avrebbe in realtà bisogno.

Secondo Blattmann, replicare affermando che la durata del servizio civile è superiore di una volta e mezzo a quello del servizio militare non costituisce un'argomentazione seria ed è offensivo per i soldati di milizia.

In particolare, il capo dell'esercito ritiene che non dovrebbe più essere consentito di presentare una domanda per diventare civilista durante il servizio militare. Inoltre, aggiunge Blattmann, è necessario chiedersi in che modo il servizio civile può essere parificato a quello militare, indipendentemente dalla durata.

Blattmann ha pure dichiarato che lo scopo del servizio civile non può essere quello di tenere occupate le persone: «Lavorare in un museo o contribuire a scavi archeologici sono compiti eseguibili da privati cittadini».

Stando alle cifre indicate dalla Mittelland-Zeitung, alla fine di agosto il numero di richieste per prestare servizio civile ammontava a circa 4'200, mentre negli anni scorsi – prima dell'abolizione dell'audizione – la media annua era di 1'800 domande.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo