Socialisti: quattro sí e un no il 24 settembre

Il comitato PS: Pierre Aeby, Marlyse Dormond, Dieter Hafner, Jean-François Steiert - da sinistra a destra Keystone

Il comitato centrale dei socialisti, riunito a Berna, ha deciso le raccomandazioni per le votazioni federali del 24 settembre. Sì ai tre quesiti energetici e al referendum costruttivo. No invece all'iniziativa antistranieri.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 giugno 2000 - 17:43

Il comitato centrale si è espresso a favore dell'iniziativa solare e del suo controprogetto diretto che istituisce una tassa sulle energie non rinnovabili come la benzina e l'olio da riscaldamento. In particolare raccomanda di dare la priorità all'iniziativa nella domanda sussidiaria. Il PS appoggia inoltre il controprogetto all'iniziativa «Energia e ambiente», ritirata il 21 marzo scorso, denominato «norma costituzionale di base».

«L'iniziativa solare, la tassa sulle energie non rinnovabili e la norma di base per una riforma fiscale ecologica sono necessarie per affrontare le sfide del futuro sul mercato del lavoro e nelle questioni ambientali», ha affermato il consigliere nazionale Rudolf Strahm. In più - ha aggiunto - facilitano l'ingresso sul mercato liberalizzato dell'elettricità.

L'iniziativa solare (che prevede una tassa di 0,5 centesimi per kWh) e il suo controprogetto diretto (che ne prevede una di 0,3) costano in media il prezzo di un caffè per persona al mese, ha sottolineato Strahm. E ciò - ha precisato - a fronte di un risparmio di 10-15 franchi entro il 2010 realizzabile con gli investimenti in nuove tecniche energetiche.

La cosiddetta «norma di base», volta ad istituire una tassa energetica i cui ricavi annui ridurrebbero gli oneri salariali, arricchirebbe una famiglia di circa 225 franchi all'anno, ha sottolineato Strahm. A favore di questa tassa di 2 centesimi per kWh si sarebbe formata una «incredibilmente ampia alleanza» tra cantoni con impianti idroelettrici, industrie, sindacati e associazioni ambientaliste.

Come prevedibile, il comitato centrale ha deciso di approvare l'iniziativa popolare - lanciata dagli stessi socialisti - per l'introduzione del referendum costruttivo. Questo, contrariamente a quello tradizionale, offre la possibilità ai cittadini di respingere parte di un progetto, senza per questo bocciarlo interamente.

«Il nuovo diritto popolare favorisce le forze progressiste», ha detto la consigliera nazionale Susanne Leutenegger-Oberholzer. «È per questo motivo che incute timore allo schieramento borghese». Il referendum costruttivo - ha aggiunto - impedirebbe «pacchetti di legge ricattatori», «dilemmmi insolubili» e «alleanze ibride». Inoltre costringerebbe il Parlamento a elaborare migliori testi legislativi, privi di compromessi.

L'iniziativa «per una regolamentazione dell'immigrazione» è stata trattata velocemente dai vertici del PS che l'hanno respinta in blocco. «La richiesta di limitare la proporzione degli stranieri al 18 percento della popolazione è assolutamente arbitraria», ha detto la consigliera nazionale Vreni Hubmann. Il motivo dell'alto numero, peraltro relativo, degli stranieri non è da attribuire all'immigrazione, bensì alle norme sulla naturalizzazione, ha spiegato.

«Se in Svizzera valessero le stesse direttive vigenti nei Paesi confinanti», la quota di stranieri sarebbe del 7-8 percento ha spiegato la Hubmann. L'iniziativa avrebbe inoltre assurde conseguenze. La Svizzera dovrebbe costringere gli stranieri a uscire dal Paese «volontariamente», o vietare alle straniere di partorire su suolo elvetico.

Il comitato centrale socialista ha inoltre accolto senza opposizione una risoluzione che chiede al Consiglio federale di non abbandonare la partecipazione maggioritaria in Swisscom. Se il Parlamento accetterà di sperperare le azioni dell'ex-regia - si afferma nella risoluzione - i socialisti brandiranno l'arma del referendum.

swissinfo e agenzie

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