«Pornogate» giurassiano, nessuna denuncia penale

L'inchiesta avviata in marzo contro una trentina di funzionari del canton Giura – i quali avevano consultato siti pornografici sul posto di lavoro – non avrà strascichi giudiziari.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 giugno 2009 - 14:18

Il governo cantonale ha indicato lunedì che non vi saranno né licenziamenti né segnalazioni alla magistratura. Tre collaboratori, che rischiavano effettivamente di essere messi alla porta, si sono infatti già dimessi o lo faranno a breve termine.

Per quanto concerne gli altri indagati: nove subiranno riduzioni salariali, undici hanno ricevuto un biasimo o una multa variante da 100 a 300 franchi; tre sono stati scagionati dalle accuse.

Un ulteriore caso, considerato il più grave, rimane avvolto nel mistero: il sistema operativo installato in quel servizio non ha infatti permesso di identificare l'autore delle consultazioni. L'inchiesta ha invece consentito di determinare che nessuno dei funzionari ha scaricato o inviato immagini pedopornografiche.

La vicenda era emersa lo scorso 6 marzo, in seguito ad accertamenti volti a individuare la causa di un sovraccarico delle rete informatica cantonale.

L'indagine interna, ha affermato il presidente dell'esecutivo giurassiano Michel Probst, è costata 100 mila franchi: tale somma sarà recuperata attraverso le retrocessioni salariali.

Nessuna indicazione è stata fornita sul numero di ore di lavoro perse. Per evitare che il caso possa ripetersi, il governo ha installato speciali filtri e riveduto le disposizioni relative alla consultazione di internet.

swissinfo.ch e agenzie

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