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«Mafia delle sigarette»: il processo riprende

Si è riaperto lunedì davanti al Tribunale penale federale di Bellinzona il processo contro nove persone accusate di contrabbando di sigarette.

Salvo intoppi, le udienze per il più grosso caso di criminalità organizzata mai giudicato in Svizzera si protrarrano fino al 19 giugno.

Gli imputati – quattro cittadini svizzeri, tre italiani, uno spagnolo e un francese di età compresa tra i 56 e i 73 anni – sono accusati di «partecipazione, eventualmente sostegno, a un’organizzazione criminale e riciclaggio di denaro».

I nove avrebbero riciclato oltre un miliardo di franchi, provente del contrabbando di almeno 215 milioni di stecche di sigarette fra il 1996 e il 2000.

Il processo si era aperto il primo aprile ed era stato interrotto il giorno successivo, a seguito di una serie di eccezioni sollevate dalla difesa.

Gli avvocati avevano in particolare contestato l’uso del tedesco nei dibattimenti, poiché nessuno degli imputati parla questa lingua. Il Tribunale federale aveva però respinto il ricorso. Secondo la Corte di Losanna, modificare l’idioma procedurale avrebbe comportato ritardi notevoli. Inoltre il procedimento è stato sin dall’inizio condotto in tedesco, senza che nessuno avesse trovato qualcosa da eccepire.

swissinfo e agenzie

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