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Sorvolo: la Svizzera precisa la sua posizione

Ci vorrà una decisione dell'ONU per consentire il sorvolo a fini militari dello spazio aereo svizzero

(Keystone)

In attesa di una nuova risoluzione dell'ONU, gli aerei americani potranno sorvolare la Svizzera a scopi umanitari, medici, di sorveglianza o di ricognizione in Iraq.

Escluse le altre opzioni, in particolare il trasporto di materiale e di truppe restano.

Se USA e Gran Bretagna dovessero attaccare l'Iraq senza mandato dell'ONU, lo spazio aereo Svizzero verrà chiuso. In tal caso, infatti, farà stato il diritto di neutralità.

Seduta speciale del governo

Nel corso di una seduta speciale, il Consiglio federale ha precisato venerdì la sua posizione sul sorvolo del nostro paese in relazione alla crisi irachena. In questo modo Berna risponde alla domanda globale, della durata di vari mesi, fatta dagli Stati Uniti. Altre richieste saranno esaminate di volta in volta, ha precisato alla stampa la consigliera federale Micheline Calmy-Rey.

Attualmente, la situazione non è quella di un conflitto armato fra Stati e la severa applicazione della neutralità non è richiesta. Fintanto che il Consiglio di sicurezza dell'ONU non adotterà nuove risoluzioni, la situazione resta fluida e complessa. Secondo la ministra degli affari esteri occorre dunque fare apprezzamenti prudenti.

È comunque chiaro - ha sottolineato Calmy-Rey - che se gli USA attaccano senza un mandato dell'ONU, per la Svizzera varrà il diritto di Stato neutrale e lo spazio aereo sarà chiuso. Se le Nazioni Unite dovessero approvare un'azione militare contro l'Iraq, il diritto di neutralità verrebbe meno e il governo riesaminerebbe la situazione.

Niente sorvoli militari


Per il momento sono vietati tutti i sorvoli da parte di aerei con a bordo truppe o materiale bellico, ha aggiunto Calmy-Rey. Sono ammessi i sorvoli di velicoli da ricognizione e di sorveglianza per gli ispettori dell'ONU, nonché - come finora - i sorvoli a scopi umanitari.

Nel caso in cui le Nazioni Unite optassero per un'azione di forza contro Saddam hussein, per la Svizzera non si tratterebbe più di un conflitto armato, bensì di un'azione della comunità dei popoli per ristabilire i diritto e la democrazia, ha precisato Micheline Calmy-Rey. In questo caso la posizione della Svizzera andrebbe riveduta.

Evitare la guerra

La Svizzera - ha proseguito - è favorevole a concedere più tempo agli ispettori dell'ONU. È indipensabile sfruttare tutti i mezzi diplomatici per evitare la guerra. Sulla messa a disposizione del nostro spazio aereo, la decisione verrebbe presa dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), in collaborazione con l'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) e l'aviazione militare.

swissinfo e agenzie


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