Sri Lanka: il DFAE invita i viaggiatori alla prudenza

L'attacco all'aeroporto internazionale di Colombo da parte dei ribelli tamil ha provocato 18 morti Keystone

L'attacco all'aeroporto internazionale di Colombo da parte dei ribelli tamil, nel quale hanno perso la vita 18 persone, non ha interessato voli provenienti dalla Svizzera. Lo ha indicato martedì il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), che ha esortato alla prudenza i viaggiatori diretti in Sri Lanka. La situazione nella regione provocherà ritardi alle operazioni di rimpatrio dei rifugiati tamil, che non verranno però annullate.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 luglio 2001 - 17:28

Il DFAE non sconsiglia di partire per lo Sri Lanka, esorta però alla prudenza e consiglia di ridurre al minimo i soggiorni a Colombo, ha precisato il portavoce Livio Zanolari. Nella capitale sono attualmente bloccati anche alcuni cittadini svizzeri, difficile per ora dire quanti poiché le informazioni sono ancora in mano alle agenzie di viaggio, ha aggiunto Zanolari. Stando alla televisione svizzero tedesca SF DRS si tratterebbe di circa 200 persone. Il portavoce ha sottolineato che non sono assolutamente in pericolo: in questi casi il DFAE viene immediatamente avvisato.

Il volo della Balair verso le Maldive che martedì avrebbe dovuto fare scalo a Colombo è invece giunto direttamente a destinazione, ha indicato all'ats il portavoce della Swissair Erwin Schärer.

I disordini sull'isola hanno provocato disagi anche all'Ufficio federale dei rifugiati (UFR), che dovrà probabilmente rinviare il rimpatrio - previsto per domenica prossima - di dodici tamil. «Attualmente l'espulsione dalla Svizzera non è possibile per problemi tecnici», ha affermato Brigitte Hauser del UFR.

Non è ancora sicuro che il rimpatrio di domenica dovrà essere posticipato: l'UFR è costantemente in contatto con un collaboratore dell'ambasciata elvetica in Sri Lanka. Non appena la situazione tornerà alla normalità - ovvero quando l'aeroporto di Colombo verrà riaperto - si procederà all'espulsione. In sostanza quindi la politica di rimpatrio dell'UFR verso l'isola non è assolutamente cambiata in seguito all'attacco dei ribelli.

Di opinione diametralmente opposta l'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (OSAR), secondo cui i rimpatri di tamil nelle regioni del nord e dell'est dell'isola sono assolutamente inaccettabili: in questo zone continua a infuriare il conflitto, ha sottolineato Martin Stürzinger, esperto dello Sri Lanka presso l'OSAR.

swissinfo e agenzie

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