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Perché i giapponesi comprano le aziende svizzere?

Reuters

Negli ultimi due anni, un numero crescente di aziende svizzere è stato rilevato da compagnie giapponesi. L’acquisto del gruppo farmaceutico Nycomed da parte della Takeda, costato miliardi, è uno degli esempi più noti. Le opinioni di un esperto.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 giugno 2012 - 11:00
Fumi Kashimada, swissinfo.ch

L’economia giapponese continua a subire gli effetti negativi del terremoto di Tohoku del 2011 e della forza dello yen. Ciononostante, le aziende giapponesi investono in misura crescente nell’economia svizzera.

Già nel 2009 il conglomerato Mitsubishi aveva comprato Quadrant, il maggior produttore svizzero di plastica. Nel 2011 Takea Pharmaceutical ha rilevato Nycomed, Nabtesco ha comprato l’azienda Kaba Gilgen, specializzata in porte e portoni, e Toshiba ha preso il controllo del produttore di apparecchiature elettroniche Landis + Gyr, un nome ricco di tradizione nel panorama industriale elvetico.

Ai primi di marzo di quest’anno il gigante orologiero giapponese Citizen ha annunciato l’acquisto per 70 milioni di dollari della svizzera Prothor Holding, a cui appartengono varie imprese orologiere.

«Non sono gli indiani o i cinesi che comprano le aziende svizzere, ma i giapponesi», ha scritto il settimanale NZZ am Sonntag dopo l’annuncio. Secondo il giornale, in Svizzera 25'000 persone lavorano per conto di aziende giapponesi.

Paul Peyrot, direttore esecutivo della camera di commercio Svizzera-Giappone (SJCC) di Zurigo analizza i motivi di questo fenomeno.

swissinfo.ch: Perché il numero di acquisizioni di aziende svizzere da parte di compagnie giapponesi è aumentato in tal misura negli ultimi due anni?

Paul Peyrot: Prima di tutto vorrei ricordare che le acquisizioni non sono avvenute solo in Svizzera; le compagnie giapponesi hanno comprato molte aziende in tutto il mondo. Il 2011 è stato un anno record: le aziende giapponesi hanno rilevato aziende straniere per un valore di circa 85 miliardi di dollari.

I motivi di questo boom derivano da vari fattori. Prima di tutto le opportunità sono buone. A causa della crisi finanziaria ed economica, molte valute, tra cui in particolare l’euro e il dollaro, sono deboli. D’altro canto molte aziende possono essere comprate a prezzi vantaggiosi, grazie alle quotazioni basse in borsa.

Questi fattori però non valgono per la Svizzera. Qui si tratta piuttosto di normali investimenti. Le aziende giapponesi hanno comprato ditte svizzere prima di tutto per conquistare nuovi mercati.

Basti pensare a Nycomed, attiva soprattutto in paesi emergenti. L’acquisizione segue la classica politica di investimenti di Takeda, che mira a essere presente su mercati da cui prima era assente.

D’altro canto le aziende giapponesi hanno comprato prodotti e tecnologie svizzere particolarmente interessanti. Un caso tipico è quello di Landis + Gyr, che vanta una posizione molto forte nel mercato tecnologico grazie ai suoi contatori.

Lo stesso si potrebbe dire per Uster Technologies e Oerlikon Solar. Si tratta di classici investimenti in tecnologie e prodotti che servono alle aziende giapponesi per ampliare la loro offerta e quindi, di nuovo, per entrare in nuovi mercati.

Altri motivi importanti sono i tassi d’interesse molto bassi – le banche giapponesi offrono crediti pressoché gratuiti – e il fatto che molte aziende giapponesi dispongono di grandi riserve di denaro liquido. Gli investimenti all’estero sono più redditizi di quelli in patria.

swissinfo.ch: Il mercato interno giapponese sta diventando più piccolo, a causa del calo demografico. Gli investimenti all’estero vanno collocati anche in questo contesto?

P. P.: Senza dubbio. La società giapponese diventa sempre più vecchia, la quota di popolazione attiva sempre più piccola e in Giappone dopo la grande crisi non c’è più crescita. Il mercato interno non offre più prospettive di crescita per le aziende giapponesi.

Per questo molte aziende giapponesi sono alla ricerca di possibilità di espansione all’estero. Vedono opportunità di crescita in nuovi mercati esteri piuttosto che in Giappone.

Non è una questione che riguarda solo le singole aziende: la loro visione è condivisa dal ministero giapponese dell’economia. Il ministero incoraggia esplicitamente da due o tre anni le aziende a diversificare le loro attività su scala internazionale, a comprare nuovi prodotti all’estero e a conquistare nuove tecnologie e nuovi mercati.

swissinfo.ch: È un caso che negli ultimi tempi i giapponesi abbiano comprato così tante aziende svizzere?

P. P.: Ci sono molte aziende svizzere interessanti, attive in settori simili a quelli di compagnie giapponesi o in promettenti settori tecnologici di nicchia. Questo le rende appetibili. Ma anche il caso ha avuto il suo ruolo.

swissinfo.ch: L’accordo di libero scambio tra i due paesi entrato in vigore nel 2009 non ha avuto influsso sul fenomeno?

 

P. P.: L’accordo di libero scambio non rende più facili le acquisizioni. L’accordo offre degli stimoli al commercio diretto tra i due paesi, ma questo non ha nessun influsso sull’ondata di acquisizioni.

Quel che si spera è che le aziende giapponesi vengano in Svizzera in numero maggiore e creino delle filiali per servire il mercato europeo. Finora però non si sono visti molti casi del genere.

swissinfo.ch: I giapponesi continueranno a comprare aziende in Svizzera?

 

P. P.: A quanto mi dicono gli esperti, all’orizzonte ci sono varie grandi transazioni. Poi si vedrà se le condizioni favorevoli a questo tipo di operazioni continueranno.

Senza dubbio ci sono ancora molte aziende svizzere interessanti per i giapponesi, anche se non grandi e note come Landis + Gyr e Nycomed. Penso che si tratterà piuttosto di piccole e medie imprese che offrono tecnologie e mercati attraenti.

Acquisizioni giapponesi in Svizzera

4 maggio 2009: Mitsubishi Plastics compra Quadrant (produttore di plastica).

20 dicembre 2010: Hitachi Zosen Corporation compra AE&E Inova AG (riciclaggio di rifiuti).

31 gennaio 2011: Nabtesco compra Kaba Gilgen AG (porte e portoni automatici).

19 maggio 2011: Toshiba compra Landis + Gyr.

 

19 maggio 2011: Takeda compra Nycomed.

8 novembre 2011: Toyota Automatic Loom compra Uster Technologies (prodotti di misurazione e certificazione per il settore tessile)

5 marzo 2012: Tokyo Electron compra Oerlikon Solar (cellule fotovoltaiche).

5 marzo 2012: Citizen Holdings Co. compra Prothor Holding SA.

23 aprile 2012: UCC Holding rileva United Coffee.

31 maggio 2012: Fuji Seal International acquisisce PAGO Holding SA (etichettature).

(La data si riferisce all’annuncio della transazione)

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