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Successione Bertossa, si vota

Daniel Zappelli (a sinistra) e Jean-Bernard Schimd si contendono la carica di procuratore generale

(Keystone)

Gli elettori ginevrini si recano alle urne, domenica, per decidere chi assumerà la carica di procuratore generale. Un'accesa campagna elettorale per due candidati.

Gli elettori ginevrini sarebbero chiamati ad eleggere tutti i componenti della magistratura: giudici penali, civili, sostituti procuratori eccetera, ma per quasi 200 posti i 7 partiti ginevrini rappresentati in Gran Consiglio hanno trovato un'intesa che sfocia in elezioni tacite. Nessun accordo invece per l'incarico di primo magistrato del potere giudiziario, che sarà conteso tra la destra e la sinistra.

Il procuratore generale dirige il Ministero pubblico, rappresenta davanti alla giustizia la comunità dei cittadini e soprattutto decide l'avvio o l'archiviazione di procedure penali.

Bernard Bertossa, il procuratore della svolta

I dodici anni di direzione di Bernard Bertossa saranno ricordati per la svolta intrapresa in direzione della lotta al crimine organizzato e alla corruzione a livello internazionale, che spesso per riciclare i loro proventi hanno tentato di ricorrere alla piazza finanziaria ginevrina.

Ma Bertossa ha lasciato il segno anche per la sua integrità personale, la sua capacità di lavorare e motivare i collaboratori e soprattutto per la volontà di mettere in mostra le ragioni delle sue scelte di politica giudiziaria. Il magistrato di origini calanchine è spesso apparso nei media per giustificare il suo operato e a volte anche esprimere, nel suo stile sobrio e pacato, feroci critiche nei riguardi di colleghi esteri o governi inadempienti.

Due candidati, due tendenze

Il duello per la successone si risolve nella contrapposizione tra l'opzione della continuità e quella del cambiamento. Il candidato della sinistra è Jean-Bernard Schmid, 49 anni, attualmente procuratore e quindi stretto collaboratore di Bertossa. "Non intendo scostarmi dalla linea adottata finora - ci dice Schmid al termine di un dibattito elettorale in un bar ginevrino - voglio assicurare la continuità. Nel limite dei miei mezzi farò il possibile per continuare sulla via etica del rispetto della giustizia e della sua imposizione a tutti".

Il candidato dei partiti borghesi è Daniel Zappelli, 38 anni, oggi giudice al Tribunale di prima istanza. Anche lui parla di continuità, ma sottolinea come la lotta al crimine organizzato sia ormai di competenza della Confederazione. E aggiunge: "Bisogna essere pragmatici e rispondere alle esigenze del momento. L'uomo Bertossa ha svolto un lavoro egregio, ma la priorità oggi è lottare contro l'insicurezza, l'aumento della criminalità di cui soffre la popolazione. Insomma prima di guardare al giardino del vicino bisogna pulire il proprio".

È questo il nocciolo del dibattito in una campagna che ha assunto anche toni accesi e che è stata portata avanti dai due fronti con affissioni, pubblicità sui giornali, presenza sui media e pubblici dibattiti: gli stessi ingredienti di un ballottaggio per il governo. A conferma dell'interesse suscitato sugli elettori è prevista una partecipazione al voto piuttosto alta, attorno al 30 per cento. L'unico esempio precedente è quello del 90, quando fu eletto Bertossa con una partecipazione del 13 per cento.

Flavio Fornari

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