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Svizzera: l'attacco all'Iraq viola la Carta dell'ONU

Il presidente Couchepin si è espresso davanti alla Camere federali riunite

(Keystone)

Dopo l'attacco contro l'Iraq della coalizione guidata dagli USA, il presidente della Confederazione Pascal Couchepin ha dichiarato che la Svizzera adotterà un atteggiamento di stretta neutralità.

I sorvoli a fini militari saranno vietati e saranno sospese le esportazioni di materiale bellico.

Il presidente della Confederazione Pascal Couchepin ha condannato giovedì di fronte all'Assemblea federale la trasgressione della Carta delle Nazioni Unite da parte dei paesi che hanno dato inizio alla guerra contro l'Iraq. Il consigliere federale ha tuttavia sottolineato le responsabilità del regime di Saddam Hussein.

Couchepin si è rivolto poco dopo le 8.00 alle Camere riunite. "Il Consiglio federale si rammarica che gli Stati Uniti e i Paesi che partecipano all'azione non abbiano rispettato uno Statuto alla cui elaborazione hanno contribuito in modo essenziale e che contiene valori e principi che essi difendono", ha dichiarato il presidente della Confederazione.

Ha però aggiunto: "Governi irresponsabili, che non godono della legittimità democratica e si mantengono al potere con la coercizione e il controllo poliziesco, giocano con il fuoco".

La Svizzera conserverà un'atteggiamento di stretta neutralità e i sorvoli a fini militari saranno vietati. Pure sospese le esportazioni di materiale bellico destinate alle operazioni in corso.

In precedenza anche il presidente del Consiglio nazionale Yves Christen si era rivolto all'Assemblea. Christen si è detto rammaricato per l'inizio della guerra.

L'Iraq, pur essendo un paese che non rispetta i diritti umani, non rappresenta un pericolo immediato. Christen ha messo in guardia dalle analogie storiche. "Saddam Hussein non è Adolf Hitler e Toni Blair non è Winston Churchill", ha detto.

CICR invita al rispetto del diritto internazionale

Il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) Jakob Kellenberger ha lanciato un appello solenne giovedì mattina poco dopo l'attacco degli Stati Uniti contro l'Iraq, esortando le parti a rispettare il diritto internazionale umanitario. L'ex segretario di Stato elvetico ha ricordato che è proibito l'impiego di armi chimiche, biologiche e nucleari.

In una conferenza stampa, Kellenberger ha detto di aver trasmesso a Stati Uniti, Gran Bretagna e Iraq un memorandum sui doveri circa il rispetto delle Convenzioni di Ginevra. "Parto dall'idea che le parti in conflitto rispetteranno queste regole", ha sottolineato, ammettendo tuttavia di non aver ricevuto alcuna garanzia formale al riguardo.

Esprimendo tristezza per il fatto che non sia stata trovata una soluzione pacifica e dicendosi "molto preoccupato", il presidente del CICR ha invitato i belligeranti ad adottare tutte le precauzioni necessarie per risparmiare la popolazione.

Gli attacchi contro i civili sono proibiti, come pure quelli che non fanno distinzioni fra gli obiettivi militari e i civili o i loro beni, ha insistito.

Kellenberger ha anche caldeggiato un'agevolazione dell'accesso delle organizzazioni umanitarie alle vittime. Il personale della Croce Rossa deve essere protetto, i feriti devono avere accesso alle cure e i soldati detenuti devono essere considerati come prigionieri di guerra, ha precisato.

Missili e bombe su Bagdad

L'offensiva della coalizione guidata dagli USA contro l'Iraq è iniziata giovedì alle 05:35 locali (le 03:35 in Svizzera), appena un'ora e mezzo dopo la scadenza dell'ultimatum di Bush a Saddam Hussein.

La periferia di Bagdad è stata colpita da missili Cruise e dai bombardieri F-117. L'attacco è stato confermato dal presidente degli Stati uniti in un discorso televisivo alla nazione.

Prima dell'attacco, i ministri degli esteri di Francia, Germania e Russia avevano affermato di fronte al Consiglio di sicurezza dell'ONU di ritenere l'azione militare contro l'Iraq un atto illegale, perché privo dell'avvallo delle Nazioni Unite.

swissinfo e agenzie


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