Swissair riprende a volare grazie a 450 milioni dal governo

Il consigliere federale Kaspar Villiger annuncia ai giornalisti la decisionbe adottata dal governo di garantire un prestito di 450 milioni di franchi per consentire la ripresa dei voli Swissair Keystone

I voli di Swissair riprendono progressivamente giovedì. Il Consiglio federale garantisce con un prestito massimo di 450 milioni di franchi il finanziamento delle attività aeree della compagnia di bandiera fino al 28 ottobre. La notizia è stata annunciata mercoledì sera in una conferenza stampa a Berna dal consigliere federale Kaspar Villiger.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 ottobre 2001 - 19:36

Ne va dell'immagine della Svizzera e della possibilità di accrescere il successo della futura compagnia aerea, ha aggiunto il ministro delle finanze. Il Consiglio federale aveva indetto mercoledì pomeriggio una seduta straordinaria a seguito del blocco delle attività aeree di Swissair.

Il credito federale garantirà i voli di Swissair fino al 28 ottobre, ha spiegato Villiger. CS group e UBS hanno messo a disposizione 510 milioni, dei quali 260 milioni già liberati. Questo importo permetterà a Swissair di garantire il funzionamento delle sue divisioni e dello scalo di Zurigo (hub). UBS e CS Group verseranno inoltre 110 milioni alla cassa deposito del personale.

La decisione governativa è stata presa al termine di un incontro che i consiglieri federali Kaspar Villiger e Pascal Couchepin, ministro dell'economia, hanno avuto con Mario Corti, responsabile di Swissair, Lukas Mühlemann, presidente del Credit Suisse Group, Alberto Togni vicepresidente dell'UBS e Christian Huber, direttore del Dipartimento delle finanze del Canton Zurigo.

Swissair riprende i collegamenti aerei progressivamente. Giovedì la compagnia dovrebbe assicurare il 50 percento dei voli, ha dichiarato nella serata di mercoledì il portavoce di Swissair Group, Siro Barino, ai microfoni della televisione svizzero-tedesca SF DRS.

Non è possibile rimettere in moto da un giorno all'altro a pieno regime una macchina così complessa come una compagnia aerea. Il numero dei voli potrà aumentare progressivamente, ma è ancora troppo presto per dare indicazioni precise, ha indicato il portavoce di Swissair.

I costi necessari alla ripresa dei voli, rivisti al rialzo dopo la crisi degli ultimi due giorni, raggiungono i 670 milioni di franchi, ha spiegato il presidente di Swissair Mario Corti, mentre 250 milioni saranno ricavati dall'utile lordo operativo: la manna federale dovrà coprire i rimanenti 420 milioni. Questi ultimi serviranno a pagare principalmente i fornitori e i costi di esercizio.

Le spese effettuate da Swissair utilizzando il credito federale saranno seguite a vista dal Controllo federale delle finanze, ha garantito Villiger. Il credito sarà sottoposto all'approvazione del parlamento a titolo di supplemento al budget durante la sessione invernale. Le Camere federali dovranno dunque acccontentarsi di dibattere la situazione di Swissair nella giornata di giovedì, esaminando le interpellanze urgenti, ma non potranno prendere alcuna decisione.

Luce verde alla decisione governativa è venuta dalla Delegazione delle finanze del Parlamento che ha subito dato l'avallo al credito deciso dal governo per Swissair. Si trattava di evitare una catastrofe, ha dichiarato il suo presidente, il consigliere nazionale Erich Müller (PLR/ZH).

La Delegazione, composta da tre consiglieri nazionali e tre «senatori», ha tuttavia subordinato la concessione del credito di 450 milioni di franchi al massimo a severe condizioni. La somma è destinata esclusivamente ad assicurare le attività aeree di Swissair, ha precisato Müller.

L'aiuto della Confederazione non dovrà servire alla futura società né potra essere inglobato nella massa fallimentare. Il Consiglio federale ha inoltre accettato di istituire un sistema di sorveglianza che permetta di verificare in ogni momento l'utilizzo dei mezzi finanziari al fine di evitare ogni «dérapage».

Immediate le reazioni del mondo politico ed economico elvetico. I partiti di governo hanno avuto una reazione generalmente positiva alla decisione del Consiglio federale. Le critiche alle banche restano tuttavia categoriche e rimane lo scetticismo sull'avvenire della compagnia aerea.

Il governo ha reagito correttamente, visti i danni immensi e il deterioramento dell'immagine che ha provocato l'arresto dei voli, ha dichiarato Philipp Stähelin, presidente del PPD. In ogni caso c'è poco da rallegrarsi: i 450 milioni forniti dal Consiglio federale sono soldi persi.

Il Partito socialista si dice soddisfatto. «Finalmente», è la reazione di Christiane Brunner, presidente del PS. «Non è troppo tardi perché il governo si impegni e partecipi in questa storia drammatica», ha aggiunto la Brunner, subito puntualizzando che le misure prese non bastano:

L'UDc ha apprezzato la decisione che pone fine al caos. Un apprezzamento corretto della situazione rimane tuttavia impossibile, ha detto il presidente Ueli Maurer. È la politica della corda tesa, a suo avviso: si ignora ancora quali saranno ora le esigenze dei creditori. Responsabili sono le banche.

Per il presidente dei liberali-radicali Gerold Bührer il Consiglio federale non aveva altra scelta. La sua decisione, presa nell'interesse del Paese, non lo entusiasma: il PLR ha sempre preconizzato una soluzione senza l'aiuto della Confederazione. La decisione è tuttavia politicamente sopportabile, ha aggiunto.

Tra le prime reazioni anche quella di Economiesuisse che ha salutato positivamente l'accordo concluso mercoledì sera tra il Consiglio federale e le grandi banche. Per l'associazione padronale l'accordo permette di limitare i danni dovuti alla paralisi dell'attività di Swissair degli ultimi due giorni. Collegamenti aerei affidabili sono indispensabili per la piazza finanziaria ed economica elvetica e, in fin dei conti, per tutto il Paese.

Per l'Unione sindacale svizzera (USS) il Consiglio federale ha dimostrato che
prende il problema Swissair sul serio, «ma la Confederazione paga per le inadempienze delle banche». A render noto la prima reazione è stato Paul Rechsteiner, presidente dell'USS, il quale ha precisato che "non è normale che
il ministro delle finanze Kaspar Villiger ringrazi le banche per aver avuto la compiacenza di concedere del denaro alla cassa deposito della compagnia aerea".

Non tutte le reazioni sono però state positive. Il giornalista aeronautico Sepp Moser ha espresso dubbi sul fatto che i 450 milioni di franchi stanziati dal governo saranno sufficienti a garantire l'attività aerea di Swissair fino al 28 ottobre. A suo avviso è certo che dopo questa data la compagnia di bandiera non esisterà più: ma grazie al credito statale la Crossair ha però ora migliori chances, ha detto ai microfoni della televisione svizzero-tedesca SF DRS. Il 2 dicembre 1999 proprio Sepp Moser aveva denunciato per primo, in un articolo pubblicato dalla «Weltwoche», la grave situazione finanziaria del gruppo.

Diverse le proposte espresse mercoledì dai partiti: per il Partito socialista svizzero (PS) la Confederazione dovrebbe acquisire una partecipazione maggioritaria del 70 per cento e limitata nel tempo, nella nuova compagnia aerea che sorgerà dalle ceneri di Swissair. Il Partito popolare democratico (PPD) ha, dal canto suo, chiesto al Consiglio federale di costituire un organo di monitoraggio in grado di chiarire quanto successo, risolvere i problemi attuali e pianificare il futuro.

Sul fronte delle proteste da segnalare che diverse migliaia di persone - 10.000 secondo la stima della polizia - hanno risposto all'appello dei sindacati e si sono riunite nel primo pomeriggio di mercoledì a Kloten, davanti alla sede della compagnia sulla collina del Balsberg, per poi incamminarsi verso una filiale di UBS a Glattbrugg. Fra i manifestanti c'erano molti piloti e rappresentanti del personale di cabina che indossavano le divise della compagnia.

Sugli striscioni si potevano leggere slogan contro le banche e il mondo politico, come «UBS più CS = mafia», «UBS - United Bandits of Switzerland». I rappresentanti dei sindacati SSP/VPOD, PUSH (Swissport, Swisscargo, SR Technics, Atraxis) e la Società svizzera degli impiegati di commercio hanno chiesto alle banche di sbloccare 2 miliardi di franchi per un piano sociale. Anche lo Stato è stato invitato ad intervenire. Anche a Berna un centinaio di persone hanno dimostrato davanti alle sedi UBS e Credit Suisse per manifestare la loro solidarietà con gli impiegati di Swissair.

Allo scalo di Kloten alcune centinaia di viaggiatori in transito erano ancora ferme nella serata di mercoledì: per loro sono stati approntati gli alloggi d'emergenza nei rifugi della protezione civile e in locali dell'Esercito della salvezza, che ha pure provveduto a distribuire spuntini ed una minestra.

L'aeroporto ha ricevuto anche molte chiamate di privati disposti ad ospitare a casa propria le persone che ne avessero bisogno. La Confederazione ha assicurato una somma di 500.000 franchi per permettere il rientro a casa alle persone che avevano un biglietto della Swissair ma sono rimaste bloccate a Zurigo senza soldi.

Mentre la flotta Swissair è rimasta a terra, la Crossair haeffettuato mercoledì voli sostitutivi da Zurigo e Ginevra verso una ventina di destinazioni europee. Anche varie grosse compagnie europee hanno aumentato le capacità di trasporto verso la Svizzera.

swissinfo e agenzie

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