TF respinge ricorsi Forus e Andava: i documenti potranno essere trasmessi alla Russia

I documenti sequestrati nei locali delle società Forus e Andava a Losanna potranno essere trasmessi alle autorità russe. Il Tribunale federale ha infatti respinto i ricorsi delle due società coinvolte nella sottrazione indebita di fondi all'Aeroflot.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 giugno 2000 - 16:01

Il verdetto della Corte suprema è stato annunciato giovedì mattina. Le motivazioni dei giudici federali dovrebbero essere rese note prossimamente. La direzione del gruppo Andava ha indicato che commenterà la sentenza solo a quel momento. Per ora si è limitata a dire che spera che i documenti senza legami con Aeroflot non siano trasmessi alla Russia.

I documenti furono sequestrati dai servizi di Carla Del Ponte il 1. luglio 1999 su richiesta del Ministero pubblico russo. La magistratura russa sospetta i responsabili di Aeroflot di aver stornato centinaia di milioni di dollari grazie alla complicità delle società finanziarie losannesi.

Alla fine di dicembre 1999 il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) autorizzò il trasferimento dei documenti sequestrati in Russia. Andava, Forus, Anros e diversi privati inoltrarono immediatamente ricorso al Tribunale federale.

In precedenza, le tre società avevano chiesto invano alla Corte suprema la restituzione di ingenti somme di denaro - l'importo esatto non è mai stato divulgato - poste sotto sequestro pressol'UBS, il Crédit Suisse, nonché le filiali ginevrine delle banche francesi Crédit Lyonnais e Crédit Agricole Indosuez.

Due mesi dopo il sequestro dei documenti, la Forus aveva querelato Carla Del Ponte, il procuratore russo Nikolaï Volkov e Hansjörg Stadler, un «braccio destro» della procuratrice della Confederazione, accusandoli di violazione del segreto d'ufficio e di «spionaggio» economico per aver trasmesso i fascicoli alla procura generale russa.

In febbraio, la Forus ha rimproverato al MPC di essersi fatto ingannare dalle dichiarazioni di certi rappresentanti dello Stato russo, come il procuratore Voklov. Secondo la società losannese, il MPC non si sarebbe accorto che la vicenda, promossa dagli avversari di Boris Berezovski, va inserita nel contesto della lotta di potere in atto ai vertici dello Stato russo. La Forus aveva persino minacciato di intentare un'azione in responsabilità contro la Confederazione, qualora il TF dovesse darle ragione.

La Forus ha già subito uno smacco davanti alla Corte suprema in maggio: un altro ricorso era stato dichiarato irricevibile dalTribunale federale, perchè la società finanziaria non aveva versato per tempo un anticipo sulle spese di 40mila franchi.

Sia la Forus che l'Andava sono nate dalla collaborazione che alcuni anni fa legava il gruppo vodese André e Boris Berezovski. Il finanziere è stato amministratore della Forus fino al 1996 e dell'Andava fino al 1. gennaio 1997. Nel 1996, André ha ceduto le sue partecipazioni in entrambe le aziende finanziarie. L'anno dopo, i giornali russi hanno cominciato a formulare i primi sospetti riguardo al ruolo svolto dalle società losannesi nello storno di fondi dell'Aeroflot.

swissinfo e agenzie

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo