UDC non ritratta su socialismo come nazionalsocialismo

L'Unione democratica di centro non si distanzia delle affermazioni di Christoph Blocher, che ha accostato il Partito socialista e il nazionalsocialismo. Nonostante ciò vuole proseguire i colloqui fra i partiti governativi. Servizio di Alfredo Cioccari.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 marzo 2000 - 14:59

L'UDC non rinnega il paragone di Blocher e, allora, il PS boicotterà d'ora in poi gli incontri fra partiti di governo, che precedono i colloqui di casa von Wattenwyl con il Consiglio federale.

«Capirà che l'UDC non può distanziarsi dalle affermazioni del consigliere nazionale Blocher», scrive il presidente dell'Unione democratica di centro Ueli Maurer in una lettera alla sua omologa del PS Ursula Koch resa pubblica venerdì. Tuttavia, prosegue, «l'UDC è convinta che l'autore del discorso si metterà volentieri a disposizione per discutere pubblicamente con il PS delle diverse interpretazioni».

Maurer si dice sorpreso dell'»indignazione» del PS e della sua «suscettibilità». Invita quindi la Koch a riflettere sui «massicci rimproveri, accuse, insinuazioni e insulti» con cui lei ha «coperto, offeso e ferito» negli ultimi mesi esponenti dell'UDC e il partito stesso. Nonostante le divergenze, l'UDC si dice «disposta a proseguire i colloqui fra i partiti governativi».

Il Partito socialista, che aveva lanciato un ultimatum all'UDC chiedendole di distanziarsi dal suo «tribuno» zurighese, ha prontamente reagito annunciando che boicotterà come annunciato gli incontri interpartitici pre-sessioni: il prossimo sarebbe in programma il 18 maggio. Il PS continuerà invece a partecipare ai colloqui di casa von Wattenwyl con il governo, ha dichiarato all'Ats la sua portavoce.

Il «populista dell'UDC» Christoph Blocher - afferma il PS nella sua nota di reazione - ha manifestamente confuso la rivendicazione socialista di una «solidarietà per lo meno minima nella nostra società con l'oppressione totalitaria dell'individuo» e ha dimenticato il precetto fondamentalmente borghese di «Libertà, uguaglianza, fraternità».

Interpellata dall'Ats, Ursula Koch si è detta «per nulla sorpresa della reazione dell'UDC». Altre conseguenze - ha aggiunto- non sono per ora previste, ma per una soluzione del conflitto è importante che l'UDC si distanzi da Blocher.

Nel testo scritto del discorso tenuto il 21 gennaio al meeting UDC dell'Albisgüetli, e distribuito all'inizio di questo mese per posta in tutte le case della Svizzera, il consigliere nazionale zurighese sostiene che la concezione socialista dello Stato è più vicina agli ideali fascisti di quanto non lo sia quella dell'UDC e aggiunge che «le orde brune non si chiamavano per caso 'nazionalsocialisti'». Un accostamento apertamente criticato anche dal consigliere federale UDC Adolf Ogi, che ha invitato Blocher a scusarsi con il PS.

Interrogato sulla posizione del Partito liberale-radicale svizzero nel conflitto UDC-PS, il portavoce Johannes Matyassy ha dichiarato di avere una certa comprensione per l'indignazione dei socialisti. Il PLR non vuole tuttavia intromettersi

Di tutt'altro parere il segretario generale del PPD Hilmar Gernet, convinto che proprio nelle situazioni difficili parlarsi è necessario. Sarebbe disposto il PPD a partecipare a un incontro in cui ci fosse la sola UDC? Gernet evita la risposta affermando che da qui al 18 maggio ci sarà ancora modo di discutere parecchio della questione.

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