UE: niente aiuti statali per i cieli europei

L'intervento dello Stato nell'economia è vietato dalle normative europee. L'aviazione, per mal che viva, non scappa alle regole.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 aprile 2003 - 17:34

Uniche eccezioni: il salvataggio in extremis e le ristrutturazioni.

L'articolo 87 del Trattato di Amsterdam è chiaro: gli aiuti dello Stato «sotto qualsiasi forma» sono proibiti, perché distorcono il libero gioco di offerta e concorrenza.

Questo vale dunque anche per l'aviazione civile. Ma il testo prevede alcune eccezioni straordinarie. E guardiana degli strappi alle regole è la Commissione europea, presieduta da Romano Prodi, che esamina attentamente tutte le domande.

Così è possibile attingere alle casse pubbliche in caso di salvataggio o di ristrutturazione. È stato il caso con il tracollo della compagnia aerea belga Sabena. La compagnia è rinata in forma ridotta sotto il nome di Brussels Airlines, dopo essere stata trascinata nella bancarotta dalla sua azionista di maggioranza: Swissair.

Ma il salvataggio pubblico si è reso necessario anche in altri settori. Per esempio in Germania con il gigante dell'edilizia Holzmann. Anche in quel caso il cancelliere tedesco Schröder aveva varato un piano per evitare il peggio all'economia nazionale.

«One time last time»

Il principio seguito in questi casi, come nel caso elvetico di Swissair/Swiss, è quello dell'aiuto unico. Si parla di «one time last time». Ma per intervenire deve essere provata la necessità dell'intervento. Ci devono essere le prospettive di redditività.

Così anche Alitalia ha potuto beneficiare di fondi pubblici, ma solo al prezzo di un forte ridimensionamento all'interno dell'alleanza Sky Team con Air France. Se mancano le prospettive di un futuro indipendente, la Commissione ha diritto di veto.

Circostanze eccezionali

Ci sono altri casi che possono portare ad un contributo eccezionale. Uno di questi è stato l'11 settembre 2001.

Gli Stati hanno versato dei risarcimenti alle compagnie europee, perché gli Stati Uniti avevano bloccato il proprio spazio aereo per quattro giorni. Inoltre in alcuni casi la mano pubblica ha assunto il carico dei premi assicurativi per un anno.

Nel caso della guerra all'Iraq invece, i ministri dei quindici non hanno ritenuto necessario intervenire. La fase di ristrutturazione del settore aereo è ovunque in fase avanzata.

Ma con l'arrivo dell'epidemia SARS le cose sono ulteriormente peggiorate. La Commissione ha affermato di voler esaminare con una certa «benevolenza» le eventuali domande.

Svizzera nel gioco

Legata dagli accordi bilaterali, la Svizzera è tenuta a rispettale le stesse regole della concorrenza.

Il credito miliardario che la Confederazione ha versato a Swissair per garantire la continuità dei voli, durante la moratoria concordataria e poi per lanciare la nuova compagnia, passa come aiuto unico e dunque legittimo. Un ulteriore aiuto provocherebbe la protesta europea.

swissinfo, Barabara Speziali, Bruxelles
(adattamento: Daniele Papacella)

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