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Ufficio di collocamento per handicappati

Paul Baumgartner, cieco, riesce a svolgere la sua professione di giudice a Zurigo

(Keystone Archive)

Le persone handicappate devono poter essere inserite più facilmente nel «normale» mercato del lavoro.

Il principio dell'assicurazione invalidità prevede infatti che, prima di concedere una rendita, si tenti l'inserimento.

Spesso la realtà è diversa da come la si vorrebbe: sebbene siano molti i disabili desiderosi di lavorare, ci sono pochi datori di lavoro disposti a offrir loro un'occupazione.

Per questo due anni or sono Pro Infirmis, con il sostegno finanziario della confederazione, ha lanciato un progetto pilota: un ufficio di collocamento esclusivo per le persone portatrici di handicap, attualmente in fase di sperimentazione nei cantoni di Berna e San Gallo.

Il progetto pilota «profil»

La fondazione «profil» funge da intermediario tra i disabili e i datori di lavoro, all'insegna del motto: «carriere invece di barriere». L'attività di «profil», che consiste nell'allacciare contatti e sviluppare servizi come la formazione di personale dirigente e addetti al personale, mira soprattutto a eliminare i pregiudizi nei confronti degli handicappati.

La fondazione tenta di trovare lavoro a persone disabili che siano in grado di lavorare almeno al 50 percento. Dall'inizio del progetto, sono stati collocati 50 portatori di handicap, due terzi dei quali hanno trovato un posto a tempo pieno. Ed è pure stato dimostrato che, in linea di massima, i disabili possono trovare lavoro in tutti i settori.

Un moderno ufficio di collocamento

«Siamo un ufficio di collocamento moderno, con un portafoglio molto specializzato», afferma Bruno Schnellmann, responsabile del progetto a San Gallo. Si tratta soprattutto di scoprire le qualità delle singole persone. Perché spesso, anche per gli stessi disabili, è l'handicap che sta in primo piano, e non le qualità.

Soltanto se riuscirà nel suo intento, dimostrando l'utilità di questo genere di ufficio di collocamento, «profil» potrà diventare un servizio istituzionalizzato. Ma di questo Bruno Schnellmann non si preoccupa: dal mese di maggio del 2001, l'ufficio di San Gallo ha già accolto oltre 200 richieste di disabili. «C'è un forte bisogno di un'istituzione del genere» afferma con convinzione Schnellmann, «per lo meno fintanto che ci saranno così tanti datori di lavoro con pregiudizi infondati nei confronti degli handicappati».

A preoccupare il responsabile del centro sangallese è invece l'attuale situazione economica: molte ditte non assumono più nessuno, né disabili né altri...

swissinfo, Elvira Wiegers


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