Un centinaio di persone prese in ostaggio allo Swissôtel di Istanbul

Gran sospiro di sollievo per gli ostaggi liberati Keystone

Si è concluso senza spargimento di sangue il sequestro di un centinaio di persone da parte di un gruppo armato nello Swissôtel di Istanbul. I membri del commando filo-ceceno hanno liberato tutti gli ostaggi e si sono arresi alla polizia turca. Nell'albergo, oltre a nove membri di un equipaggio Swissair, vi erano anche una decina di ospiti svizzeri.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 aprile 2001 - 17:48

Dopo intensi negoziati con i rappresentanti del governo di Ankara, i sequestratori hanno accettato di consegnare le armi e di rilasciare un centinaio di persone prese in ostaggio durante la notte tra domenica e luned. I membri del commando, 13 simpatizzanti della causa cecena, hanno espresso scuse allla Turchia per l'azione compiuta, destinata ad attirare l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale sul dramma della Cecenia. Secondo il ministro turco dell'interno, Saadettin Tantan, governatore di Istanbul, Erol Cakir, i sequestratori avevano formulato alcune «rivendicazioni di carattere politico».

Il leader dei sequestratori sarebbe Muhammed Tokcan, un cittadino turco `già capo di un commando filoceceno che, nel 1996, sequestrò per tre giorni un traghetto con più di 200 persone a bordo a Trebisonda, nel Mar Nero, per protestare contro il primo intervento russo in Cecenia. Condannato a 8 anni di carcere, Tokcan era stato liberato in seguito ad un decreto di amnistia promulgato dalle autorità turche.

Circa 600 persone si trovavano nell'albergo al momento dell'irruzione del commando che ha trattenuto un centinaio di ostaggi. Tra questi vi erano 9 membri di un equipaggio della Swissair, 10 a 15 dipendenti dell'albergo di proprietà di SAirGroup e decine di turisti stranieri, tra cui vari britannici e austriaci. Non vi era invece nessun cittadino russo.

Il portavoce di SAirGroup, Jean-Claude Donzel ha comunicato di aver potuto contattare alcuni membri dell'equipaggio Swissair. Secondo le prime informazioni starebbero tutti bene. Si ignora ancora se tra gli ostaggi vi erano anche altri svizzeri. Da notare che, proprio oggi, SAirGroup ha annunciato la vendita della sua catena di alberghi Swissôtel alla società di Singapore Raffles.

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) aveva predisposto una cellula di crisi per seguire il corso degli avvenimenti a Instanbul, in stretta collaborazione con le autorità turche e Swissair. Secondo quanto reso noto dal suo portavoce Livio Zanolari, il DFAE non ha preso parte direttamente ai negoziati per il rilascio degli ostaggi, seguiti sul posto dal console generale svizzero in Turchia.

Il mese scorso un gruppo di ceceni che chiedeva l'interruzione delle operazioni militari russe nella repubblica caucasica sequestrò un aereo di linea russo in volo tra Istanbul e Mosca costringendolo ad atterrare in Arabia Saudita. Il sequestro si concluse con la morte di tre persone, tra cui uno dei pirati dell'aria.

Nonostante la politica di non ingerenza adottata dal governo di Ankara, la causa cecena suscita divese simpatie tra la popolazione turca, in particolare tra gli ambienti islamici dove sono particolarmente attive diverse associazioni filo-cecene.

Le autorità russe hanno espresso la loro preoccupazione per l'azione del commando e hanno dichiarato di seguire attentamente l'evolvere della situazione. Nonostante la vasta offensiva lanciata nuovamente dall'esercito russo dopo l'elezione del presidente Putin, i guerriglieri ceceni continuano ancora oggi ad opporre resistenza alle forze armate di Mosca.

swissinfo e agenzie

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