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Un ponte aereo verso il Darfur

Gli ultimi preparativi di martedì sera per l'apertura del ponte aereo verso il Sudan

(Keystone)

Il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha dato il via martedì sera ad un collegamento aereo tra Ginevra e il Sudan; è l'intervento più importante dalla guerra in Iraq.

L’organizzazione umanitaria vuole così rafforzare la propria presenza nella regione, rendendola priorità d'azione.

Da martedì sera si leva un importante ponte aereo tra Ginevra e il Darfur, nel Sudan occidentale, per portare aiuti alle popolazioni in difficoltà. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) intende reagire alla grave crisi umanitaria in atto.

«Questa operazione dovrebbe permetterci di raggiungere le zone che finora non hanno ancora beneficiato dell’aiuto di organizzazioni umanitarie», afferma Marco Jimenez, portavoce del CICR.

«Il primo volo per il trasporto di materiale logistico è partito da Ginevra martedì. Altri sei voli sono previsti per poter inoltrare serbatoi d'acqua, medicinali e veicoli necessari ai 1'200 collaboratori del CICR presenti nel Sudan, di cui 700 nel Darfur», ha precisato il portavoce.

Con un Antonov 124, uno fra gli aerei cargo più grandi al mondo, il CICR farà arrivare nella savana ben 55 camion e 27 fuoristrada per garantire la distribuzione degli aiuti. Dall’aeroporto della capitale Karthum sono ancora necessari almeno 15 giorni di strada per raggiungere El-Geneia, il capoluogo di una delle tre province del Darfur.

Una crisi persistente

Dal febbraio 2003 la regione è in preda ad una guerra civile che, secondo le stime dell'Onu ha causato la morte di 30'000, forse 50'000 persone e costretto più di 1,2 milioni ad abbandonare le proprie case. Oltre 200'000 hanno trovato rifugio nel vicino Ciad.

I ribelli del Movimento per la liberazione del Sudan (MLS), alleati al Movimento per la giustizia e l’uguaglianza (MEJ), combattono contro l’esercito regolare e le milizie filogovernative arabe Jenjawids.

Già dallo scorso marzo la Croce rossa è presente nella zona. Fra Nairobi e Karthum esiste già un ponte aereo umanitario bisettimanale che ha cercato di garantire un approvvigionamento alimentare minimo.

Visto che la situazione è ulteriormente peggiorata, il CICR intensifica l’azione d’aiuto: «Dovremmo poter raggiungere le zone d’intervento situate ai margini dei tre capoluoghi di provincia e poter così aiutare più rapidamente le vittime del conflitto, valutandone meglio le necessità», spiega ancora Marco Jimenez.

Allarme internazionale

Anche la diplomazia svizzera ha cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sulla difficile situazione nella regione dove vivono circa sei milioni di persone.

La ministra degli esteri Micheline Caly-Rey è stata personalmente nella regione a giugno per conoscere da vicino la situazione. Al suo ritorno la consigliera federale aveva lanciato un ulteriore grido d’allarme.

In margine all’impegno della responsabile della diplomazia elvetica, gli aiuti della Confederazione sono stati rafforzati, raggiungendo i dieci milioni di franchi per l’anno in corso. Una dozzina di esperti svizzeri si trovano nella regione del Darfur e nel Ciad, dove collaborano con organizzazioni dell'ONU e del CICR.

Attualmente ad Abuja (Nigéria), le Nazioni unite cercano di trovare delle soluzioni negoziali fra le parti in lotta. «Qualunque sia il risultato delle trattative – conclude il portavoce del CICR – noi speriamo poter continuare la nostra attività umanitaria. Dal marzo scorso abbiamo infatti ottenuto il benestare di tutte le parti in conflitto per garantire gli aiuti alla popolazione».

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

L’impegno della Croce rossa in Sudan:
19 accampamenti provvisori per 295'000 sfollati in fuga
Distribuito cibo per 40'000 persone in 10 località
Migliorata l’infrastruttura in quattro ospedali
Assicurato l’acqua potabile a 150'000 persone
Garantito il trasporto di 80'000 persone in zone sicure

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In breve

Dal febbraio del 2003 infuria il conflitto in Sudan. Indipendentisti cristiani si oppongono alle truppe governative e alle milizie musulmane.

La comunità internazionale cerca da mesi di trovare una soluzione concertata al conflitto che ha creato una difficile crisi sociale e politica.

Per rispondere alle necessità immediate, la Croce rossa internazionale lancia un’offensiva umanitaria.

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