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Un presunto terrorista arrestato in Svizzera

Il sospetto arrestato in Svizzera è attualmente detenuto nella prigione nei pressi dell'aeroporto di Zurigo-Kloten in attesa di essere estradato

(Keystone)

Una persona è stata arrestata a Zurigo nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Milano su una cellula terroristica legata ad al Qaida.

Due altre persone sono in prigione in Italia. I presunti terroristi sono sospettati di aver dato sostegno logistico a un gruppo radicale algerino.

La polizia italiana ha annunciato lunedì di aver smantellato una cellula estremista sospettata di sostenere terroristi islamisti in Algeria nell'ambito di un'operazione battezzata "Tuareg".

Le forze dell'ordine della Penisola hanno spiccato sei mandati d'arresto. Due persone di nazionalità algerina erano già detenute a Sulmona e a Caserta nell'ambito di precedenti indagini, mentre una terza, di origine tunisina, è stata catturata a Zurigo. Tre uomini sono ancora latitanti.

Mejri Afif, questo il nome della persona fermata a Zurigo secondo la polizia italiana, è stato arrestato la scorsa settimana ed è detenuto in attesa di estradizione, ha comunicato Mario Affentranger, dell'Ufficio federale di giustizia (UFG). Il sospettato può comunque ancora inoltrare ricorso contro un'eventuale decisione di estradizione.

Indagini avviate tre anni fa

I tre sono accusati dalla procura di Milano di associazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale. Si sospetta che appartengano al Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (GSPC).

L'UFG non ha rilasciato nessun commento su un eventuale legame con le persone arrestate nel maggio scorso a Zurigo e Basilea, sospettate di aver pianificato un attentato contro un aereo della compagnia israeliana El Al e pure legate al GSPC.

Le indagini sono iniziate nel dicembre del 2003. Secondo quanto indicato dalla polizia di Milano, la cellula è implicata in almeno due attacchi terroristici commessi lo scorso anno nelle regioni di Chlef e Biskra, nei pressi di Algeri, attacchi che sono costati la vita a 8 militari.

Raccolta fondi

I sei uomini si sono in particolare occupati di raccogliere dei fondi – attraverso numerose attività lecite, come ad esempio la gestione di un ristorante a Milano, ma anche illecite – e di falsificare documenti. Inoltre, avrebbero dato rifugio a dei terroristi.

Nel corso degli accertamenti, svolti in Lombardia, Campania, Liguria e in Svizzera, Spagna, Olanda e Algeria, sono stati rilevati flussi di denaro gestiti dalla cellula per oltre 1,3 milioni di euro, movimentati attraverso circa 50 rapporti bancari e postali. Sono stati inoltre monitorati trasferimenti all'estero di risorse finanziarie per oltre 320'000 euro.

Il gruppo avrebbe avuto dei legami anche con Madjid Sahouen, arrestato nel 2004 a Pamplona perché ritenuto coinvolto nel progetto di attentato contro l'Audiencia Nacional di Madrid, la più importante istanza giudiziaria spagnola. Il principale bersaglio era verosimilmente il giudice Baltasar Garzon.

Anche in questo caso vi erano delle ramificazioni in Svizzera: uno dei sospettati, Mohammed Achraf, era infatti stato arrestato nell'agosto del 2004 all'aeroporto di Zurigo-Kloten e poi estradato verso la Spagna nell'aprile dell'anno dopo.

swissinfo e agenzie

Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento

Il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (GSPC) è stato fondato nel 1998 da dissidenti del Gruppo islamico armato algerino (GIA).

La strategia dei fondatori del GSPC è di prendere di mira principalmente i membri delle forze di sicurezza e i rappresentanti del potere, contrariamente al GIA che si è reso famoso per i massacri indiscriminati di civili. Inoltre, il GSPC intende operare a livello internazionale.

Nel 2003, il gruppo ha preso in ostaggio in Algeria 32 turisti europei, tra cui 4 svizzeri. Una cittadina tedesca è morta durante la prigionia, mentre gli altri hanno potuto essere liberati.

Il GSPC ha inoltre rivendicato l'attacco nel giugno del 2005 di una base militare in Mauritania (20 morti, tra cui 5 terroristi).

In un video diffuso l'11 settembre scorso, il numero due di al Qaida, Ayman al-Zawahiri, ha designato il GSPC quale braccio armato della rete terroristica in Francia.

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