Un riferimento svizzero per l'ONU

Il Laboratorio AC di Spiez collabora da anni con gli organismi internazionali.

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 ottobre 2002 - 19:52

Per l'Organizzazione che controlla il rispetto del divieto di armi chimiche il laboratorio produce sostanze proibite, che poi analizza.

Il Laboratorio nazionale di Spiez, nel canton Berna, è l'ente svizzero specializzato in materia di minacce atomiche, biologiche e chimiche, nonché di rischi tecnologici. Dipende direttamente dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS).

Venne creato nel novembre del 1925 e incorporato nel Politecnico federale di Zurigo. Attualmente non si occupa solo di questioni militari ma si dedica sempre di più anche a compiti civili.

Dopo la catastrofe nucleare di Cernobyl, gli esperti di Spiez analizzarono generi alimentari, l'erba dei prati, l'acqua dei laghi, l'aria, alla ricerca di radioattività.

Apprezzato internazionalmente

A livello internazionale, il laboratorio svizzero produce per l'Organizzazione per il divieto di armi chimiche con sede all'Aja (OPCW), le stesse sostanze, bandite dalla comunità internazionale e questo perché per poter controllare l'applicazione del divieto e distruggere le sostanze già sul mercato, bisogna conoscerne l'esatta natura.

Le conoscenze specifiche del laboratorio sono quindi molto apprezzate anche all'estero e la centrale di Spiez è il laboratorio di riferimento dell'ONU. L'istituzione svizzera è diventata famosa negli anni ottanta, quando l'Iraq impiegò gas letali nella guerra contro l'Iran. Migliaia di soldati iraniani persero la vita.

Campioni del gas usato dagli iracheni vennero subito spediti a Spiez, dove passarono al vaglio degli esperti svizzeri. Da allora gli specialisti di Spiez sono richiesti su tutti i fronti di guerra.

Di recente sono stati incaricati, sempre dalle Nazioni Unite, di analizzare le munizioni all'uranio impoverito impiegate dai soldati americani nella guerra del Kossovo e di controllare lo smaltimento di sostanze chimiche tossiche da parte delle Forze armate albanesi.

Elena Altenburger, swissinfo

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo