Unione europea e Nazioni Unite, priorità della politica estera elvetica

Per il ministro svizzero degli esteri Joseph Deiss l’impegno della Svizzera nell'OSCE non può sostituirsi all'obiettivo dell'adesione all'Onu e all'Unione europea. Keystone / Alessandro della Valle

Obiettivo: aderire all'Onu e all'Unione europea. Lo ha ribadito giovedì sera a Zurigo il ministro degli esteri Joseph Deiss nella commemorazione del 25.esimo dell'atto di Helsinki e della Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE).

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2000 - 19:37

Nel suo discorso il capo della diplomazia elvetica ha sottolineato come l'aver partecipato, 25 anni fa, alla costituzione dell'atto di Helsinki, che diede vita alla Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE), ha permesso alla Svizzera di impegnarsi a fondo nel contesto europeo.

Oggigiorno, secondo il consigliere federale Deiss, l'impegno della Svizzera nell'organizzazione della CSCE non può però sostituirsi all'obiettivo dell'adesione alle Nazioni Unite e all'Unione europea.

Deiss ha detto che la CSCE, ribattezzata nel 1994 0SCE (Organizzazione per la sicurezza la cooperazione in Europa) ha conosciuto successi, in particolare in Bosnia, ma ha anche subito sconfitte, non essendo stata in grado di impedire i conflitti che hanno devastato i Balcani. Gli obiettivi dell'OSCE, ha puntualizzato Deiss, devono essere ridefiniti: non ci si può infatti accontentare di applicare decisioni politiche prese da altri organismi internazionali.

La Svizzera continuerà a lavorare in stretta collaborazione con l'OSCE, in primis nella promozione della pace: «L'OSCE, che è l'unico organismo internazionale di sicurezza al quale la Svizzera partecipa a pieno titolo, ha il proprio posto nel concerto delle organizzazioni multilaterali». Ma l'obiettivo è di essere presenti nelle sedi dove vengono prese le decisioni importanti per la Svizzera, come l'Unione europea e le Nazioni Unite.

swissinfo e agenzie

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